Motoscafo della guardia costiera delle Maldive, foto di Mass Communication Specialist 2nd Class Daniel Barker
 

Popolazione brutalizzata dal regime negli atolli paradiso

 

Maldive: un corto circuito tropicale

 

di Diego Grazioli

 

Dici Maldive e pensi ad uno dei paesi più belli del pianeta, con i suoi atolli bagnati da acque cristalline che lambiscono strisce di sabbia dal colore bianco accecante. Un paradiso dunque, o quasi. Da qualche tempo, grazie anche al lavoro di giornalisti coraggiosi, come il fotoreporter Francesco Zizola o la freelance Francesca Borri, autrice del libro-reportage “Ma quale Paradiso?”, da questo arcipelago da cartolina, stanno emergendo testimonianze agghiaccianti sulle condizioni di vita della popolazione, brutalizzata quotidianamente da uno dei regimi più autoritari del mondo. Dei circa 350mila abitanti, più di un quarto vive nella sovraffollata capitale Male’, una sorta di prigione a cielo aperto, praticamente inaccessibile ai turisti, senza un parco, un luogo di svago o di divertimento. Dove si aggirano bande di disperati che obnubilano le proprie disgrazie con mix di sostanze stupefacenti o sniffando colla, la droga dei poveri. Per non parlare dell’alcol, bandito completamente nella capitale dalla legislazione di matrice strettamente islamica, ma abbondantemente servito nei bar dei resort per turisti che affollano le isole dell’arcipelago. Anche la polizia a Male’ è praticamente assente, se non per le retate a caccia di oppositori del regime o di giovani coppie, punite con durezza, sempre a causa della legge ispirata alla Sharia, se sorprese a copulare fuori dal matrimonio. ...

Sciatrice, PublicDomainPictures / 18042 immagini, CC0 Creative Commons

Moda: abiti, accessori e dintorni.

Gli Sci - A proposito di neve
di Luisanna Tuti

Quando sono nati gli sci?

La necessità di superare l'ostacolo della neve, indusse gli uomini a pensare ad un sistema efficace di locomozione. Sembra che l'invenzione degli sci presso i popoli euroasiatici precedette quella della ruota.

Alcuni ritrovamenti fossili risalenti a 2.500 anni a.C. in Siberia, Scandinavia e Lapponia, testimoniano che già in quell'epoca la popolazione usava degli attrezzi per muoversi sul territorio durante l'inverno. In alcune torbiere svedesi sono stati trovati reperti risalenti addirittura al 4.500 a.C.

La parola “sci” deriva da due antichissimi vocaboli norvegesi: saa e suk, pezzo di legno.

Inizialmente in Nord Europa lo sci era proprio di legno, piuttosto corto, molto largo e piatto, guidato da funicelle. In Siberia, Norvegia, Finlandia e Giappone  invece era più lungo, largo 20cm, guidato da funicelle, più sottile e curvo nelle due estremità. Sotto era ricoperto da pelle di foca o renna per facilitare la presa nelle salite.

Nel sud della Groenlandia, in Islanda e Svezia si diffuse lo “sci nordico” più simile a quello attuale:  lo sci era stretto e lungo (circa 4m.), più leggero e senza funi. Per avanzare gli sciatori usavano un lungo bastone, “padre” dei moderni bastoncini.

Nel 1800 un falegname norvegese sperimentò un sistema per curvare e frenare usando un unico bastone e lasciando il tallone libero, facilitando i movimenti in pianura ed in salita, ma  provocando instabilità in discesa. Con questa tecnica (chiamata Telemark dal nome della regione in cui era nato il falegname) era obbligatorio avanzare con le ginocchia piegate.

Solo negli anni '20 furono applicati nuovi attacchi che bloccavano la caviglia,  permettendo un perfetto controllo degli sci, precursori di quelli di oggi che sono di materiali leggerissimi e molto facili da manovrare.

Sembra che, in Italia, il primo ad indossare gli sci fu un ravennate, Francesco Negri, durante un viaggio in Lapponia. 

Nel 1901 a Torino nacque lo “Ski Club Italiano”, seguito dopo poco tempo dalla costituzione della Federazione Italiana Sci (FIS) e, nel 1902,  il Ministro della Guerra, Generale Giuseppe Ottolenghi, istituì i primi reparti di sciatori nel corpo degli alpini.

Ormai sono moltissimi i cultori di questo Sport che è diventato un vero fenomeno di massa. Questo sviluppo ha contribuito alla costruzione di sciovie, cabinovie, seggiovie, valorizzando valli e montagne un tempo del tutto sconosciute.

In Italia sono sorti molti centri per soggiorni invernali, sparsi per tutta la penisola: lungo tutte le Alpi, sugli Appennini della Toscana (Abetone); Lazio (Terminillo); Abruzzo (Ovindoli, Roccaraso); Calabria (Sila) e sull'Etna.

Intorno a questo sport si è sviluppata anche una moda appropriata, ispirata soprattutto ad icone di stile che per prime apparvero sulle nevi di tutto il mondo. Ricordiamo Gianni Agnelli con il suo  elegante abbigliamento “total black”, compresi gli occhiali da sole e gli stivaletti ; la giacca imbottita color rosso fuoco di Jacqueline Kennedy ed i primi occhiali specchiati dei reali inglesi.

Colbacchi di pelliccia, scarpe, guanti a sacco (uniscono le quattro dita lasciando libero solo il pollice), sciarpe, scaldacolli,  sono ormai di uso comune tra gli appassionati che decidono di trascorrere un periodo di vacanza sulla neve.

Quest'anno sembra che il “cielo” abbia deciso di favorirli con copiose e frequenti nevicate che imbiancano i nostri panorami, anche a  bassa quota.

 

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