
Si è offerta così, Veroli, in tutte le sue sfumature: a momenti timida nascosta dietro una pallida nebbia, a momenti severa e illuminata da un sole zafferano. Perché un luogo lo sente quando una cosa è cosa buona. Venticinque obiettivi che si sono mossi avanti e indietro tra i luoghi più iconici della città, intrecciandone i cambiamenti, le sue geometrie e i suoi nascondigli. Il concorso fotografico “Veroli in un click” ideato da Don Angelo Maria Oddi, rettore della Basilica di Santa Maria Salome, non è stato solo un concorso a respiro internazionale, ma ha rappresentato per Veroli un raro momento di fusione, di dialogo con la città stessa. Occhi nuovi di chi Veroli non la conosceva e nuovi occhi di chi pur attraversandola ogni giorno non si era mai lasciato completamente impossessare dai suoi discorsi mutevoli e maestosi, distratto nell’indifferenza della quotidianità. Momenti di aggregazione, di sinergie, di collaborazione tra gli stessi cittadini che hanno svelato un volto di una Veroli che sa fare squadra. Nato come un esperimento, il concorso fotografico da cui sono state tratte le quattordici migliori foto che andranno a corredare il nuovo calendario della Basilica di Santa Maria Salome, già in questa prima edizione si è rivelato un progetto vincente. Vincente sotto più aspetti: quello solidale, quello turistico e quello soprattutto umano. Oltre trecento gli scatti esaminati dalla giuria formata da Don Angelo Maria Oddi (ideatore dell’evento e rettore Basilica), Don Giovanni Magnante (storico città di Veroli), Antonio Grella (direttore artistico), Augusto Simonelli (assessore ai Lavori Pubblici in rappresentanza del Comune), Franco Igliozzi (in rappresentanza della Pro Loco) e Massimo Graziani (direttore tecnico). Veroli ha stupito professionisti e appassionati di fotografia; questo scrigno ai piedi degli Ernici si è fatto sentire sulla pelle. Fotografare l’architettura, lo spazio, il paesaggio per parlare degli uomini. Tratti solitari ma al contempo solenni inglobati nella vita cittadina fatta di palazzi e persone, di una natura prepotente che a volte si impossessa di piccoli anfratti conquistando porzioni di storia che inevitabilmente si sgretolano nel tempo. Gli scatti selezionati parlano di dimensione, articolazioni e materia. Dalla malinconia delle cappelle nel Cimitero comunale alla magnificenza dello scenario che si estende da San Leucio. Vicoli, Piazze e Chiese, ognuno con la sua storia. I fotografi a caccia del click più identitario hanno lavorato sulla distanza, sull’equilibrio tra un qui e un là, hanno riordinato lo spazio, per cercare infine un senso possibile del luogo. E la scelta per il primo premio è ricaduta su Lazzaro Agatino a cui andrà anche l’onore della copertina del calendario 2020. Secondi classificati a cui spetteranno i dodici mesi dell’anno: Antonella D’auria, Carlo Alberto Santucci, Chiara Paniccia, Claudia Isabel Silvestri Demandt, Cosmin Marian Barbu, Fabio De Marchi, Gianni Amadei, Giuseppina Messina, Laura Di Mauro, Massimiliano Barletta, Pietro Scerrato, Roberta Zaffi Borgetti. Terzo classificato e foto copertina di chiusura: Pierluigi Pasqualitto. A undici concorrenti, dieci “Premio Cartolina” ed un premio “Veroli nel Cuore”. Un plauso particolare allo Staff: Don Angelo ed i suoi stretti collaboratori, Franco Igliozzi, Davide Procaccini, Massimo Graziani, Danilo Perciballi, Maica Pallisco, Maurizio Fiorini, Gianluca Scaccia e Umberto Stirpe. Ai Coach: Massimiliano Graziani, Davide Procaccini, Giangiacomo Montemurro e a quanti, a vario titolo, hanno collaborato. L’acquisto del calendario “d’autore”, insieme al concorso stesso, permetterà di raccogliere fondi da utilizzare per effettuare restauri e lavori mirati all’interno della prestigiosa basilica cittadina, acquistare un defibrillatore e provvedere ad un sostegno per alcune famiglie verolane che vivono un momento di particolare difficoltà. Schegge di speranza in punta di obiettivo che trafiggono il cuore e lo sguardo con la purezza di una Fede.
Monia Lauroni (edito sul giornale L’Inchiesta il 14/11/2019)
