
Zakaria Mohamed Ali, costretto a lasciare Mogadiscio dopo l’omicidio del suo maestro di giornalismo e di altri colleghi, arriva in italia nel 2008. Il suo approdo a Lampedusa è raccontato nel suo primo documentario To whom it may concern del 2012.
Oltre la sua attività di mediatore culturale, è vicepresidente dell’Archivio Memorie Migranti, un’ associazione che si occupa di raccogliere testimonianze del fenomeno migratorio attraverso lo sguardo di chi arriva, e di organizzare laboratori nelle scuole sui temi dell’ accoglienza e del razzismo.
Il suo ultimo documentario è Il signore di Mogadiscio.
Dopo il drammatico naufragio del 3 ottobre 2013, in cui hanno perso la vita 368 migranti dal Corno d’Africa, Zakaria Mohamed Ali torna a Lampedusa per ascoltare i racconti di alcuni superstiti incredibilmente trattenuti nel CIE (Centro di identificazione ed espulsione) dell’isola a distanza di quasi due mesi dalla tragedia. In “To whom it may concern” (2013) il giornalista somalo ha voluto ricordare il suo arrivo nel 2008 e l’umiliante condizione di chi veniva trattenuto nel CIE di Lampedusa dopo lo sbarco. Ne “Il signore di Mogadiscio” (2018) il regista presenta un ulteriore lavoro di scavo nella memoria del 3 ottobre in un atto di resistenza civile e culturale che, attraverso testimonianze e interviste, denuncia le difficoltà e le violenze cui sono sottoposti i migranti prima dell’arrivo, e si interroga su un sistema che si rivela di discriminazione più che di accoglienza.
Si ringrazia Federico Triulzi.
