
Se un tempo avrebbe potuto ambire a cingere il suo capo con una corona reale, ora la mente del giovane Harry deve solo combattere con i problemi, anche economici, che lo affliggono.
Infatti la Regina ha negato alla ex attrice americana ed al suo nipotino prediletto la possibilità di usare il termine “Royal” sul marchio che i giovani avevano appena diffuso sul loro sito web, il “Sussex Royal”.
Nonostante l’amore che nonna Elisabetta ha sempre dimostrato per il piccolo Harry (gli ha persino concesso di tornare a trovarla ogni volta che lo desideri), questa volta Sua Maestà si è vista costretta ad andare contro la volontà del principe.
Pur mancando i dettagli, è chiaro che, dopo la Megxit, Harry e sua moglie non sono più “reali”.
“D’altronde per i duchi sarà molto difficile opporsi alla regina quando, lei ed i suoi funzionari, quali rappresentanti di una istituzione che da secoli protegge il proprio marchio, applicano una legge per difendere una proprietà intellettuale”, ha dichiarato al Daily Mail , l’esperto di affari reali Robert Hardman.
D’altronde – sempre secondo il giornale – Harry doveva sapere che il marchio, appartenente alla famiglia per motivi dinastici, non si può utilizzare per scopi commerciali.
Purtroppo i due sposini si sono trovati quindi nell’impossibilità di distribuire tutti i gadget già realizzati ( come capi di abbigliamento, libri, articoli di cartoleria e suppellettili di vario tipo) registrati come “Sussex Royal”. Probabilmente anche la loro nuova organizzazione benefica è improbabile si possa chiamare “Sussex Royal – The Foundation of the Duke e Duchesse of Sussex”.
“Non è la prima volta che un sovrano britannico è costretto a prendere decisioni molto difficili” – continua Hardman – “Infatti Elisabetta non ha certamente dimenticato l’esempio di suo padre quando il fratello, l’ex re Edoardo VIII°, nel 1936, decise di abdicare per amore dell’americana Wallis Simpson. Questa non è una situazione così grave, ma è dovere di ogni sovrano difendere sempre la corona”.
Oltre a questa, non lieta condizione, i due coniugi si trovano costretti a restituire anche i 2,4 milioni di sterline occorsi per la ristrutturazione di Frogmore Cottage, dove hanno vissuto solo pochi mesi, dopo aver abbandonato Kensington Palace.
I tabloid britannici non si stancano di sottolineare che i soldi utilizzati per quel “nido d’amore” erano stati concessi dal Sovereing Grant ed erano quindi soldi pubblici che devono rientrare necessariamente nelle casse dello Stato.
Non è ancora chiaro, come e quando, i giovani intendono restituirli ma, probabilmente sarà un pagamento rateizzato.
Buckingham Palace… come sempre in casi del genere …tace!
