Lotta ai cambiamenti climatici, ma la Terra fa quello che vuole

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Si dimentica che il pianeta è sempre un essere vivente con la sua vita

La mattina, quando esco di casa, ho a portata di mano, anzi di occhio, il mio bollettino meteo personale ed è sempre pronto e perfetto.

Non sbaglia mai, provato e riprovato per quasi 70 anni debbo dire che veramente eccezionale.

Qualcuno può chiedermi dove si compra, rispondo da nessuna parte ed è anche gratis con un funzionamento semplicissimo; se a Sud fa bel tempo e a Nord è nuvoloso state pur certi che la giornata sarà ugualmente bella, ma se a Nord c’è il Sole e un cielo limpido e a Sud invece ci sono nuvole nere allora, mi dispiace, ma dovete portarvi l’ombrello.

So benissimo che non è una ricerca scientifica, ma la mia previsione sul tempo nasce dall’esperienza che come avranno fatto probabilmente i primi uomini sulla Terra, pur non avendo strumenti scientifici, ma solo i propri occhi per guardare il cielo, comprendevano come sarebbe stata la giornata, ad esempio di caccia, così pian piano sono riusciti a capire la rotazione delle stagioni, degli anni e a salire man mano i gradini della civiltà che arriva inevitabilmente fino ai giorni nostri.

Poi, con il progresso anche le previsioni del tempo si sono complicate.

Oggi non basta certo guardare il cielo o le stelle per avere una conoscenza meteorologica con i suoi cambiamenti climatici ancora difficile da determinare, nonostante apparecchiature sofisticate, algoritmi e quant’altro, divenuti, in questi ultimi anni, una vera ossessione non solo dei scienziati catastrofisti, ma anche da parte della popolazione che guarda a questi scienziati come a degli oracoli, un po’ come quando gli uomini consultavano le Sibille per conoscere il futuro.

Dunque, togliendo il fatto che può succedere qualcosa di inaspettato come l’impatto di un gigantesco asteroide o di un terremoto planetario improvviso, non abbiamo alcuna certezza della variabilità del clima e delle sue cause, ma tra i responsabili troviamo certamente il Sole, come pure la Luna o le oscillazioni oceaniche.

Ciò nonostante si continua a fare catastrofismo. In proposito il centro Competitive Enterprise Institute con sede a Washington Dc, ha documentato molte delle previsioni apocalittiche che per fortuna non si sono avverate, altrimenti non starei qui a scrivere.

Solo per fare tre esempi sui tanti, ricordiamo il noto scienziato Paul Ehrlich che affermava nel 1969, in merito alle questioni ambientali che entro vent’anni, cioè nel 1989, saremo tutti morti, ma proprio tutti, per una enorme nuvola di smog di colore blu, perché poi proprio questo colore non lo so, ammetto la mia ignoranza.

Appena un anno dopo, nel 1970, il prestigioso istituto Boston Globe affermava che gli scienziati davano per scontato di una imminente era glaciale: “L’inquinamento dell’aria può oscurare il sole e provocare una nuova era glaciale nei primi 30 anni del prossimo secolo.”

Dunque, tra meno di dieci anni, ma ancora nessuna avvisaglia all’orizzonte tanto che si parla ormai di riscaldamento e non più di raffreddamento.

La più bella di previsioni climatiche, tra le decine lette, è quella dell’ex vice presidente americano di Bill Clinton, il premiatissimo Al Gore, che, sposando le teorie ultra catastrofiste, aveva affermato già nel 2008, fra gli osanna di un pubblico che pendeva dalle sue labbra, che nel 2013, ossia otto anni fa, la calotta polare artica sarebbe scomparsa del tutto creando disastri al genere umano.

Inutile dire che fino ha fatto questa previsione con il suo autore.

Forse dovremmo tutti, scienziati o meno, avere i piedi per terra e, come ci dicevano da piccoli, “contare fino a cento prima di parlare”.

Ad aggravare una situazione già complessa sui cambiamenti climatici, si è aggiunto, l’inquinamento ambientale, considerato da questi oracoli scientifici, la fonte primaria del cambiamento e, dunque, del morte del Pianeta.

Ciò che colpisce subito è quella di voler porre sullo stesso piano due cose diverse, è come mettere, un po’ come sommare, le pere con le mele.

La difesa dell’ambiente sulla Terra si può e di deve assolutamente fare, è la nostra unica casa, più la teniamo pulita e più ci viviamo meglio, ma i cambiamenti climatici con il riscaldamento globale sono altra cosa, dove l’uomo può incidere in maniera assai modesta in quanto i movimenti del clima sono dovuti, come accennato, dal Sole e dalla sua potenza dove l’uomo incide forse appena del 5% e poi basta sapere, ormai è acclarato, che da quando esiste questo nostro meraviglioso Pianeta esso fa come vuole e quando vuole, da centinaia di migliaia di anni, se non milioni, quando dell’essere umano non c’era neanche l’idea. Insomma, la nostra Madre Terra fa come le pare e piace da sempre anche in tempi recenti con o senza la nostra presenza.

Un esempio di questo è la Groenlandia, oggi coperta di ghiacci nella quasi totalità per la sua collocazione vicino al Circolo polare Artico.

Quando venne scoperta dai vichinghi nel 980 dopo Cristo, era una terra ricca di una abbondante vegetazione, da cui li nome di Terra verde, dove nella parte sud dell’isola il clima era talmente mite che si poteva coltivare addirittura la vite, poi con gli anni è diventata sempre più fredda e ghiacciata per poi, proprio in questi ultimi tempi, tornare lentamente ad un clima più temperato con lo scioglimento naturale dei suoi ghiacci.

Ciononostante, continuano le durissime accuse rivolte all’uomo per il mutamento del clima, nonostante siano ancora solo congetture, tanto che per definire queste affermazioni di colpevolezza bisognerebbe calcolare tante di quelle variabili nei protocolli scientifici che diventa una impresa impossibile avere modelli in grado di determinarli.

Inoltre – afferma Alberto Prestininzi, docente di Geologia applicata presso La Sapienza e Direttore del Centro di Ricerca –il sistema naturale climatico si trova oggi in una fase calda” che, tuttavia, si attesta ancora su valori inferiori a quelli della fase calda medievale del 1200 d.C. circa, quando si trovava a +1,5; +1,7 rispetto al minimo del 1700 d.C. Dal 2000 ad oggi, salvo un picco del 2017 dovuto al “Niño”, la temperatura sulla terra è rimasta pressoché costante, anzi è diminuita di circa 0,1 gradi“.

Chissà se dopo queste prove a discolpa dell’uomo sarà finalmente assolto dall’accusa di untore della natura e per la eventuale morte del Pianeta, per adesso, comunque, continua ad essere un indagato eccellente.

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