Carlo Marx non poteva immaginare gli effetti del microchip

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Con la caduta del Muro di Berlino, l’Arbitro Invisibile registrava sulla lavagna della Storia la fine della partita “Guerra Fredda Classica” e riconosceva la vittoria “ai punti” dell’Impero USA e dei suoi Alleati. A seguito dello storico evento l'”Internazionale Comunista DOC”, quella che aveva studiato Marx, Lenin e Gramsci e che aveva usato la visione di Mosca (talvolta) quale bussola per perseguire il sogno evolutivo, si ritrovò a navigare a vista. Nei diversi territori, al variare del grado di onestà dei gruppi dirigenti, fu per alcuni “tana libera tutti”, per altri invece fu “l’anticamera del delirio”. Invece di perseguire l’obiettivo delle origini: “socializzare i mezzi di produzione”, i Governi progressisti e le Classi medie s’erano fatti sedurre dall’idea, promossa dalla finanza, di “socializzare i profitti”… improvvisamente, al fine di distribuire la ricchezza, anche se solo sulla carta, appariva più facile comprare in Borsa azioni delle aziende multinazionali piuttosto che requisire le fabbriche e nazionalizzare le banche. 

I grandi network tv commerciali inondavano i salotti di pubblicità, con grande sfarzo e disinvoltura. Il Fondo Monetario Internazionale e la World Bank conclamavano il loro ruolo di gendarmi degli accordi di Bretton Wood. Il GATT, divenuto in seguito World Trade Organisation, si attrezzava per attrarre nella sua orbita la riottosa (a quel tempo) Cina. 

Erano i primi anni 90 e la Silicon Valley aveva già in gran parte assunto il ruolo di nursery dove nascevano e fiorivano le Botteghe del Rinascimento Digitale. Un dandy insolente e smaliziato in quella stagione affermò con tono leggiadro: “Peccato! La sinistra ha perso perché Marx non poteva immaginare l’avvento del microchip”. Pensava di scherzare, di condurre la riflessione ai limiti dell’assurdo … in realtà stava affermando una certa dose di verità con la quale si sarebbero fatti i conti in progress. 

Ottusamente, tutti quei Sindacalisti, Accademici, Politici, Economisti, etc. che avevano fondato le loro carriere e le loro aspettative sull’ipotesi che nell’estenuante braccio di ferro tra Lavoro e Capitale, il primo avrebbe inevitabilmente avuto soddisfazione e riconoscimento, osservavano la neonata Era Digitale come un fenomeno “sovrastrutturale”. Per loro era solo uno dei tanti possibili tsunami di nuove conoscenze e pratiche che comunque, dopo un picco di manifestazione acuta, avrebbe confermato, nel tempo, un solo grande verdetto: El Pueblo Unido Jamas Sarà Vencido . Il Lavoro Vincerà.

I Partiti della Sinistra Classica e i sindacati che difendono il Lavoro avevano nel loro DNA la certezza della Vittoria finale … il Capitale Demonio non prevalebunt sulle Forze Vitali incarnate in centinaia di milioni di lavoratori. Dipendenti sì, ma indispensabili alla produzione di valore. Indispensabili al progresso. Per una settantina d’anni, chi ci credeva, era stato sorretto da una vera Fede. Era stato allevato e cresciuto all’interno di una Cultura che si riteneva egemone. 

Ancora 30 anni fa era così che pensava la Sinistra Classica, quella che aveva – senza dubbio – contribuito alla evoluzione/emancipazione della Classe Operaia e in gran parte anche della Classe media. Si considerava una Forza planetaria (quasi) organizzata, incardinata con il fior fiore degli intellettuali a sua disposizione che mitragliavano in continuazione i Ricchi, i Padroni, i Capitalisti e che riuscivano, grazie alle loro opere critiche, ad ottenere anche premi Nobel, Pulitzer, Oscar e altre statuette d’oro nei festival di Cinema. Certo qualche dubbio cominciava a insinuarsi vista la performance di storici comunismi quali quello sovietico e quello cinese. Per non parlare del castrismo. 

“Ma – diceva la Sinistra Classica – dove vuoi che vada il Capitalista? Si agita, imbroglia, cerca nuovi mercati, inventa guerre, ma DEVE produrre merci e DEVE trasportarle, DEVE costruire infrastrutture e fornire servizi. Quindi torna al tavolo delle trattative … Eppoi, ci ha la Crisi Ciclica, ci ha la Caduta Tendenziale del Saggio di Profitto … l’ha scritto Carlo!” 

Le cose però, nel trentennio successivo, non sono andate proprio così. 

Nessuno poteva immaginare cosa stava per succedere. Solo oggi contempliamo, impotenti, gli effetti della robotizzazione, del trionfo degli algoritmi e della Intelligenza Artificiale e registriamo con grande stupore che il Capitale, per perpetuarsi, ha sempre meno bisogno di Forza Lavoro Umana. 

Stiamo viaggiando verso l’inverosimile, verso il superamento del concetto di “umanità” elaborato nei secoli scorsi. Verso una scena che infatti si chiama “Transumanesimo”. Elon Musk, cofondatore di Paypal la più grande società di pagamenti online del mondo, amministratore delegato di Tesla (auto elettriche) e SpaceX (viaggi su Marte), pochi giorni fa affermava: “Entro quest’anno inizieremo i test per impiantare il modulo di Neuralink nel cervello umano”, servirà ad aumentare le potenzialità dei neuroni affinché possano stare al passo con la velocità degli apparati digitali. Il futuro della nostra mente lo stanno decidendo, quindi, speriamo solo “in parte”, gli sviluppatori delle interfacce neurali che lavorano al Pioneer Building di San Francisco. L’impianto viene realizzato da un robot. Quanto costerà? Si parla di alcune migliaia di dollari, che diminuiranno all’aumentare della domanda. Lo stesso Musk tiene conferenze qui e là nel pianeta sostenendo l’ipotesi del reddito di cittadinanza globale garantito, affinché, quando saranno privati del lavoro, gli umani possano comunque sopravvivere. “E’ inevitabile!” sostiene con un candido sorriso… e il valore delle azioni delle sue società crescono esponenzialmente in Borsa. 

Del resto Musk deve fare i conti con i suoi competitors cinesi. “Zero diritti, nessun permesso sindacale, ferie o malattia.” Stiamo parlando della prima fabbrica al mondo senza operai. E’ nato in Cina, a Dongguan il primo stabilimento in cui il lavoro umano sarà completamente rimpiazzato da quello dei robot. È la Shenzhen Evenwin Precision Technology: inizialmente circa 1.000 robot saranno impiegati presso lo stabilimento. Per produrre cosa? Componenti per smart phones, ovviamente. Come? Usando quegli stessi materiali: litio, cobalto, graphene alla cui estrazione sono dedicati anche decine di migliaia di bambini resi in schiavitù.

Trenta anni fa solo pochi avevano intuito che la Rivoluzione Digitale, a-ideologica, a-valutativa e priva di etica, si sarebbe manifestata nelle case, attraverso gli schermi (tv-PC-smart phone) e nelle teste di miliardi di nuovi lavoratori, ai quali la parola “Comunismo” cominciava a mettere pure un po’ paura. 

Lì giunta avrebbe ridisegnato la loro la visione del presente e del futuro e avrebbe prima indicato, poi imposto, i nuovi stili di vita. Avrebbe sussunto al suo interno quasi tutte le facoltà educazionali che nella tradizione erano esercitate dalla famiglia, dalla scuola, dal gruppo primario di appartenenza e dal Partito. Avrebbe indicato norme e gerarchie da accettare irreversibilmente con un semplice click sul quadratino “I accept”.

La stessa Rivoluzione Tecnologica e Digitale si sarebbe finanziata non più grazie al plus valore classico, tanto caro agli economisti marxisti, ma al valore generato nelle Borse e specialmente al Nasdaq. Microsoft e Apple hanno moltiplicato per 500 volte il loro valore in 30 anni; Amazon e Google invece dal 1998 a oggi hanno moltiplicato il loro valore per 3.000 volte! mentre Facebook in soli 9 anni anni ha moltiplicato il proprio valore per 150 volte.

E’ questo un fenomeno che non ha precedenti nella Storia e che tanto più deve far riflettere se si paragona alle performance dei titoli guida di settori totem della rivoluzione industriale. 

Ford dal 1993 a oggi è passata da 10 a 12,60 dollari; General Electric, negli ultimi 30 anni, si è limitata a raddoppiare il valore; la U.S. Steel Corp., società fondata da J.P. Morgan, che fino al 1980 era la più grande azienda per la produzione di acciaio, valeva 22$ per azione nel 1991 e oggi … vale sempre 22$. Un vero disastro per la Old Economy … una Waterloo anche per tutte le analisi geopolitiche che ad essa e da essa erano ispirate.

Il nuovo plusvalore, generato anche da una moltitudine di singoli individui, e non solo da aziende, si sarebbe generato da tastiera e mouse; l’automazione avrebbe condotto a immense quantità di merci – molto più scadenti ovviamente – ma prodotte con forza lavoro inferiore. Il “decentramento” della produzione avrebbe condotto all’ottimizzazione dello sfruttamento più selvaggio. Forse per la Old Economy c’è stata anche una sorta di “caduta del Saggio di Profitto”. Di certo la New Economy ha prodotto una vertiginosa “Caduta del Costo dell’Ora Lavoro”. Il tutto – e anche qualcosa di più sul piano del controllo sociale – dovuto alla cosidetta Innovazione Digitale e alla sottovalutazione dei suoi effetti. 

Del resto le Elites della Sinistra avevano già sottovalutato gli effetti della Televisione Commerciale e della Pubblicità o comunque li avevano subiti e si erano “adattate”, in quanto le cause di tali effetti si generavano in aree nelle quali non avevano strumenti per intervenire. La tv commerciale e la rete internet, intese quali enormi cavalli di Troia, non li costruiva la Sinistra, la Sinistra antiprotezionista non poteva e non voleva “negoziare” il loro ingresso nei territori. Ma la Sinistra non aveva idea di ciò che ne sarebbe fuoriuscito, non se lo chiedeva neanche: si era invaghita dell’idea platonica del Mercato e sguazzava felice nei sottomercati che le venivano concessi. 

In Italia l’ex PCI, PdS, DS, Ulivo e succedanei … seppelliti Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer, misero in piedi una Cosa “indicibile” e cominciò la lunga marcia verso una socialdemocrazia annacquata, ufficialmente consapevole ed equidistante tra Lavoro e Capitale, in realtà sempre più lontana da quelle classi che erano state il suo humus più fertile. Anche gli sforzi e i richiami all’ortodossia delle frange più estremiste, negli anni, si sono rivelati inutili. 

Fra l’altro la stessa definizione mitologica di Capitale rivelava, al suo interno, una serie infinita di nervature che aggrovigliavano e confondevano il concetto mirabilmente indagato nei secoli scorsi. Il Capitale diventava transfrontaliero, circolava liberamente, anonimamente e sempre più velocemente, trasmutava nel Neoliberismo o Liberismo Integralista, riciclava a grande velocità forme di neocolonialismo e mercantilismo, imponeva il protezionismo quando ne aveva bisogno e nel contempo giustificava e riaffermava se stesso nei Media mainstream e nella Rete, pur lasciando nella nuova dimensione del Web ampi spazi al dissenso, ma di fatto impadronendosi del timone dell’organizzazione del Consenso di massa. Niente paura. E’ la Globalizzazione baby! 

Come ha fatto la Digital Power Elite a rendere rauca e traballante la Sinistra? Intanto recuperando nei supermercati e nell’area del tempo libero – grazie alla creazione di stili di vita forsennati – tutto il valore che aveva ceduto durante i negoziati con la Forza Lavoro. Poi agendo sulla contrapposizione generazionale e di genere, alla confluenza tra sex, drugs, rock and roll e diritti civili. Spostando il confronto, tra Padroni del Futuro e oppressi, all’interno di un mosaico più multitribale che sociale, fatto di passioni estetizzanti e emozioni, in cui l’individuo e i suoi bisogni di libertà personali assumevano un ruolo centrale, ma apparivano sempre più geopardizzati. 

Seducendo, seducendo, grazie a inconsapevoli e ambigui testimonials del Power Show, in cui Hollywood e Netflix giocano il ruolo della Formula 1 e la Tv, la stampa e il web commerciale quello dei circuiti di massa, andò così fino al 2012 … a quel punto il mondo del lavoro e del risparmio, le famiglie, i partiti e le associazioni di difesa dei consumatori furono tutti chiamati al duro confronto con sua Maestà la Crisi. Un fantasma? Chissà? Un’entità sovrannaturale fatta di misurazioni e affermazioni divulgate da alcuni sacerdoti del Global Power, tra cui brillavano per diligenza Fitch, Moody’s, Standard and Poor’s, ognuna regolarmente “partecipata” da potentati occulti e dalle Aziende Multinazionali.

I diversi Governi occidentali, a quel segnale, ormai retti da maggiordomi comprati e ossequiosi delle Elite Planetarie, timorosi di essere rimossi dal Washington Consensus orchestrato al Fondo Monetario Internazionale, alla FED e alla BCE, cominciarono a muoversi molto decisamente alla luce delle nuove parole d’ordine : fiscalizzare, erodere risparmio privato, privatizzare, etc… Le esili Sovranità Nazionali e le loro Costituzioni si rivelarono (già) inondate, pervertite e travolte dai Trattati Internazionali e la Sinistra, beotamente ossequiosa dell’idea di “meno Stato e più mercato”, mossa ormai solo dal gioco delle maggioranze alternate, contraria per dogma ai proventi in nero a meno che non siano a favore delle multinazionali, autorizzata localmente dalla lotta alla Mafia e dallo Show del Terrorismo internazionale, cominciò a condurre i lavoratori salariati e comunque tutti gli aventi reddito, ormai definiti semplicemente “tax payers”, alla fustigazione del pareggio di Bilancio e del Fiscal Compact e alla sudditanza nei confronti delle banche erogatrici di Prestito gonfiato e feroci esattori del Debito Pubblico. Bruxelles rafforzò inverosimilmente la sua influenza sulla traballante sovranità nazionale, il Parlamento divenne luogo di ratifica di ordini che giungevano da altrove, il Ministero degli Interni finalmente aumentò gli organici. Per ridurre la disoccupazione, ovviamente. 

Oggi cosa resta di quella Sinistra sotto shock tecno-digitale? Quella stessa forza che aveva in gran parte ispirato l’emancipazione “dal mondo del bisogno al mondo delle libertà”? Resta la sequenza ibrida: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte? Resta un PD fatto di un grottesco vertice ossequioso della NATO e della salvezza delle banche, che invoca sacrifici per tutti. Resta un PD che voleva governare senza alcun vero consenso misurato nelle urne. 

Si può intravedere in tutto ciò ANCHE un effetto perverso della Innovazione e della Rivoluzione Digitale? Sì certo, perché l’effetto si coniuga inoltre molto bene con: la crisi del dollaro continuamente rimandata dalla Fed e dai partner commerciali degli USA, con le guerre imperiali del dopo 11.9, con la sterzata liberista globale e con l’espansionismo della Cina in particolare. Quale Sinistra potrebbe esserci in un mondo in cui vale la legge imperiale: “Chi prende il piatto ha ragione”? Soprattutto se Chi prende il piatto sono le Grandi farmaceutiche?  

Quale Sinistra potrebbe esserci in un mondo in cui la Democrazia è stata occultamente sostituita dal sistema dei Portatori di Interesse (stake holding system)? Interessi rispetto ai quali i Diritti della Società Civile si sciolgono come neve al sole mentre si esaltano quelli delle Corporations? 

Ancora a proposito di Rivoluzione Digitale Globale e Sinistra. Secondo gli analisti maggiormente dentro a queste questioni: gente delle Nazioni Unite, rappresentati di Governi e Accademie, squisiti lobbisti delle Grandi Companies della Rete e nuovi eroi digitali della Società Civile, tra cui brillano Mr. Assange e Mr. Snowden: il confronto tra Potere tout court (1%) e Base planetaria (99%) degli Utenti – Elettori – Consumatori si è ormai spostato in gran parte all’interno del dibattito sulla Governance di Internet. E’ qui infatti che si discute di Futuro e Cultura del III Millennio, di Internazionalismo o Sovranismo, di Lavoro e remunerazione del Lavoro in rete. E’ nel web che si pratica la finanza, l’e-commerce e il day trading; si dibatte la libertà di espressione, distribuzione del pensiero e accesso, di biogenetica, di Net Neutrality intesa quale uguaglianza di Diritti, di Controllo occulto e accumulazione di Big Data che creano uno Stato trasversale di Polizia Digitale, etc… E’ in Rete che mani occulte coordinano gli attentati.

E’ in Rete che si discute di Guerra e di Pace e si misura il consenso alla crescente dittatura sanitaria: in ogni lingua e in grandissima scala. “Internet è la prima cosa che l’umanità ha costruito – ha affermato Eric Schmidt – senza capire di che si tratta. E’ il più grande esperimento di anarchia che si sia mai realizzato” Non possiamo dimenticare che chi ha pronunciato queste parole è l’ex Capo di Google, un 67enne da 10 miliardi di dollari considerato uno dei maggiori esperti di cyberwar del mondo. Secondo Assange è lui la “mente digitale” del Pentagono. E non è stato smentito. 

Molte cose sono cambiate profondamente dalla caduta del Muro di Berlino a oggi. La Rivoluzione Digitale romba … ma è ancora solo agli inizi. Pertanto e’ anche a questo tavolo che si vedranno la nobiltà di intenti e la capacità di difesa degli oppressi, al di là delle tradizionali definizioni di appartenenza ideologica e politica.

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