Sciarada

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Per chi ha qualche anno sulle spalle il termine scelto rimanda immediatamente ad una pellicola molto famosa di diversi decenni fa con grandissimi attori. Una vicenda intricata e con molte facce! Proprio come la realtà che stiamo vivendo e non solo per la pandemia, ma quale momento di transizione dell’umanità verso un futuro sempre in arrivo e con molti ritardi.

Dunque, sciarada. Il vocabolo viene dal francese charade che a sua volta – dice il dizionario – discende dal provenzale charrado intendendosi la chiacchierata, la conversazione». Per avere qualcosa di più vicino alla nostra lingua il francese charrá è in qualche modo legato all’origine onomatopeica come del nostro berbo “ciarlare”.

Molteplici come sempre le possibili spiegazioni dei significati e dei valori del termine. Il primo che viene alla mente è in enigmistica, dove si indica un gioco di parole in cui si chiede di indovinare una parola sulla base di definizioni generiche e allusive della parola stessa e dei due o più elementi semanticamente autonomi in cui essa può essere scomposta, segnalati con nomi convenzionali (come intero o totaleprimierosecondo, ecc.) o con puntini o segni tipografici speciali (sciarade diagrammatiche). Un esempio la parola rosario (intero) si scompone in rosa (primiero) e rio (secondo); Oppure esiste la cosiddetta sciarada a frase, in cui una parola può risultare da un’intera frase, in genere ritenuta valida se la parola intera e la frase sono omografe (per es. incameramentoda in camera mento); può anche essere definita incatenata in cui le varie parti hanno una o più lettere o sillabe in comune (per esempio collazione, risultante da collaLazio e azione). 

Si parla anche in altro contesto di sciarada come problema, questione, situazione complicata e inestricabile, difficile da risolvere.

La sciarada in questo ambito si intende con un gioco raffinato, che esiste in molti varianti e che ha un gergo tutto suo; e tale è stata la sua presa sull’immaginario collettivo da diventare il rompicapo per antonomasia: infatti, nell’uso figurato, la sciarada diventa il problema di difficile soluzione, la situazione di cui difficilmente si viene a capo. Può rivelarsi una sciarada la politica estera, la macroeconomia, la relazione di coppia.

E’ allora di tutta evidenza che in questo specifico significato la definizione si attagli in modo pressoché perfetto all’attuale condizione della vita pubblica e politica nazionale. Come sempre tentiamo una sintetica analisi.

La molteplicità di posizioni, una vera e propria deflagrazione verbale alla quale abbiamo assistito sino all’arrivo del governo Draghi, rende il termine sciarada anche riduttivo. Complice la pandemia che ha moltiplicato di necessità interventi e prese di posizione da oltre un anno sui temi della sanità, è continuato sotto traccia il dibattito tra le forze politiche mostrando la assoluta divergenza di opinioni e quel che è peggio di visione sui principali temi dell’agenda sociale, politica, economica del paese.

E’ come se si assistesse ad un dialogo tra sordi e ad una dialettica tra monadi con nessuna comunicazione tra loro che non sia di natura polemica e di contrasto. Ognuno in sostanza, in modo solipsistico continua la narrazione del suo modo di vedere il paese, le sue criticità, i nodi irrisolti. Nessuno sforzo apparente e temiamo sostanziale di distaccarsi da questo copione per provare ad entrare in una dialettica vera con gli altri attori. Con il risultato ormai da due decenni che se inizia un tipo di gestione politica, quello successivo annulla tutto o quasi con ciò condannando all’immobilità e all’impotenza l’intero paese.

Quindi, il termine sciarada, come questione complessa di difficile soluzione si lega perfettamente a questa realtà. Anzi si potrebbe dire che le dà alimento ma anche che ne interpreta il senso al contrario. Si intende dire che se l’esercizio enigmistico tende a trovare una soluzione intelligente e comprensibile all’enigmatico concetto della sciarada, il nostro sistema politico e i suoi attori mostrano invece la tendenza non all’agognata semplificazione, ma alla complicazione per se stessa e dunque quella forma di soddisfazione nel risolvere l’enigma contenuto nelle parole si trasforma in qualcosa di più complesso ed inestricabile, potremmo dire sempre rimanendo nella metafora enigmista, in un rebus che per sua natura rischia di risultare senza possibile soluzione.

La nostra situazione nazionale al lordo della pandemia per quel che di “positivo” indica quali comportamento solidali, efficienti e conseguenti, e al netto di essa, mostra un dato evidente: a livello carsico l’inconcludenza politica è sempre in agguato, lo scontro ideologico in ogni livello sempre presente pur in assenza epocale di ideologie. La parentesi del governo Draghi rimarrà tale se la politica non trarrà esempio e spunto da quanto accade. Troppi segnali mostrano che attorno al premier avulso dalla politica ma non impolitico si affollano troppi soggetti ed entità che mirano solo ad ereditare il buono di questa stagione ma per rivolgere come sempre e ineluttabilmente tutto ciò al mantenimento di uno status quo a propria immagine.

Pessimismo, anche cosmico? Forse sì, ma con identica serietà, forte perplessità che a tutto quel che stiamo vivendo segua poi una stagione migliore. Sperando di essere smentiti dalla capacità del popolo italiano!

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