Recovery Plan: un intervento epocale

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L’economia italiana è stata travolta dal Covid-19

L’Europa è fra i Paesi maggiormente colpiti, sia in termini di conteggi e vite umane perse sia in termini economici. Ha visto una perdita del PIL pari all’8,8% nel 2020 e meno dell’11,2% previsto nel luglio scorso. La crescita per il 2022 è prevista al 2,8%. Per riparare i danni economici e sociali causati dall’avvento del Covid-19 è stato presentato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Recovery Fund

L’Europa ha dato vita al Recovery Fund, lo strumento finanziario pensato per aiutare i paesi più colpiti dal Covid-19, prima per farli uscire dalla crisi, poi per il loro rilancio economico negli anni a seguire.

Il Recovery Fund fonda complessivamente su 750 miliardi di euro di cui una parte a fondo perduto, ovvero che non dovranno essere restituiti, un’altra a titolo di prestito.

Nell’ambito del Recovery Fund, l’Italia è il paese che avrà più soldi, in tutto 208 miliardi di euro, suddivisi in 81 miliardi a fondo perduto e altri 127 miliardi in prestiti.

Le condizioni del Recovery Fund

Gli stati che accedono al Recovery Fund sono tenuti a seguire le raccomandazioni della Commissione Europea. Per farlo devono varare delle riforme che sono indicate nel PNR (Programma Nazionale delle Riforme). Un documento che a sua volta deve essere approvato in Europa prima dalla Commissione Europea e poi dai Ministri Economici e Finanziari dell’Unione Europea.

Per superare i contrasti all’interno della gestione del Recovery Fund hanno introdotto il “Freno di emergenza”, uno strumento di controllo che prevede che uno o più stati possano bloccare l’erogazione degli aiuti a un singolo paese se ritengono a loro arbitrio che questo paese non stia rispondendo correttamente al programma di riforme concordato con l’Unione Europea.

Recovery Plan

Tutti gli stati membri hanno dovuto presentare alla Commissione Europea di Bruxelles i “propri” Recovery Plan entro l’aprile u.s..

Ovvero i piani con cui si intende spendere i fondi del Recovery Fund europeo; fondi che sono rivolti a sostenere progetti di riforma strutturali dei singoli paesi. 

Recovery Plan italiano

Gli interventi italiani erano stati definiti una prima volta lo scorso gennaio dall’ex Governo Conte. Il testo successivamente è passato al vaglio del Parlamento ed è approdato nel Consiglio dei Ministri del nuovo Governo Draghi il 24 aprile 2021, che l’ha approvato definitivamente entro aprile scorso.

Il testo definitivo del Recovery Plan presentato dal Governo Draghi al Parlamento, aggiunge ai 191,5 miliardi del Recovery Fund, 30 miliardi del Fondo complementare, stanziato con l’obiettivo di attuare i progetti proposti nel PNRR e ritenuti validi.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) punta all’inclusione di genere e all’istruzione, alla formazione e all’occupazione dei giovani, alla digitalizzazione e la transizione verde. Le principali aree del settore culturale che saranno interessate dalle misure del Recovery Plan sono i Borghi, l’Edilizia Rurale, la Digitalizzazione, la Tutela, il Recovery Art, Cinecittà e il potenziamento dell’Industria Cinematografica.

Cosa Prevede Il Recovery Plan

Il piano si sviluppa in 6 missioni, 16 cluster (componenti) e 48 linee di intervento. Un piano di riforme corposo che punta a rendere più forte la pubblica amministrazione, il sistema produttivo e a intensificare la giustizia.

Le missioni comprendono a loro volta una serie di componenti funzionali per realizzare gli obiettivi economico-sociali definiti nella strategia di Governo, articolate nelle linee di intervento che comprendono una serie di progetti, investimenti e riforme collegate.

A cambiare rispetto alla versione presentata da Conte nel gennaio 2021 sono le risorse messe a disposizione per ognuna delle sei missioni: riducendo complessivamente i fondi per ogni settore di intervento, eccetto che per l’ “istruzione e ricerca” che ha guadagnato fondi nella nuova versione.

Le sei missioni:

1^ Missione: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA – digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo – turismo e cultura)

2^ Missione: Rivoluzione verde e transizione ecologica (agricoltura sostenibile ed economia circolare – transizione energetica e mobilità locale sostenibile – efficienza energetica e riqualificazione degli edifici – tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica)

3^ Missione: Infrastrutture per una mobilità sostenibile (alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale – Intermodalità e logistica integrata)

4^ Missione: Istruzione e ricerca (potenzialmente delle competenze e diritto allo studio – dalla ricerca all’impresa)

5^ Missione: Inclusione e sociale (politiche per il lavoro – infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore – interventi speciali di coesione territoriale)

6° Missione: Salute (assistenza di prossimità e telemedicina – innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria)

I progetti del Recovery Plan destinati alla Cultura e al Turismo

Il progetto europeo di ripartenza destina oltre 6 miliardi di euro alla Cultura, vista come un gran contributo per far ripartire il nostro Paese.

Il Ministro della cultura, Dario Franceschini ha commentato “Il Recovery Plan introduce risorse fondamentali che dimostrano come la cultura sia al centro delle scelte di questo governo. Da interventi sui grandi attrattori culturali nelle città metropolitane a una grande operazione di rilancio dei borghi, all’intervento sulla sicurezza antisismica dei luoghi di culto, alla digitalizzazione, alla creatività e al potenziamento dell’industria cinematografica”.

La prima linea di intervento fa luce sul “patrimonio culturale per la prossima generazione”,ovvero un finanziamento volto alla digitalizzazione, all’accessibilità e all’abbassamento dell’impatto ambientale dei luoghi della cultura. Rivolgendosi non solo ai musei, ma anche ad aree e parchi archeologici, biblioteche, archivi, teatri e cinema. All’interno sono presenti tre principali aree di intervento: Le Piattaforme e strategie digitali per l’accesso al patrimonio culturale, la Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi e investimenti per l’accessibilità e il Miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri e musei.

La seconda linea di intervento prevede la Rigenerazione di borghi, la sicurezza sismica e il patrimonio culturale religioso.

La terza linea di intervento è dedicata allo Sviluppo dell’industria cinematografica nello specifico il progetto Cinecittà e Centro Sperimentale Cinematografia.

La quarta ed ultima linea di intervento è sulla Formazione e il Turismo 4.0 che riguarda i “grandi attrattori culturali”.

Obiettivo del Recovery Plan

L’obiettivo principale è favorire la ripartenza del Paese, dopo il trauma causato dalla pandemia.

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