Cultura

Roberto Rossellini

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L’8 Maggio 1906 nasceva Roberto Gastone Zeffiro Rossellini.  Diventando, nella sua carriera da regista e sceneggiatore, il più grande di tutti i tempi. Tra il 1944 e il 1948 ha prodotto i film che hanno scritto la storia del cinema italiano, ambientati nell’Italia postbellica facendola diventare il centro del mondo del cinema.
Fu cardine del Neorealismo e inventore del Cinema Europeo Moderno.

Era cresciuto in una famiglia benestante; il padre Angiolo Giuseppe Rossellini, impresario edile aveva costruito la prima sala cinematografica di Roma, il Barberini, un teatro dove si potevano proiettare film. Roberto aveva cominciato a interessarsi di cinema facendola diventare presto una passione e cercando di farla conciliare, con poco successo, con il suo lavoro da costruttore.

Dopo la morte prematura del padre decise di dedicarsi completamente al cinema. Esordì professionalmente durante il fascismo realizzando alcuni documentari per l’Istituto Luce: in quegli anni per proseguire il lavoro aderì al fascismo ma senza condividerne l’ideologia.

Il suo primo film da regista fu La nave bianca del 1941 primo della cosiddetta Trilogia della guerra fascista di Rossellini, seguito da Un pilota ritorna (1942) e L’uomo dalla croce (1943). Solo dopo due mesi dalla liberazione di Roma, alla fine del regime fascista nel 1943, Rossellini stava già scrivendo il suo film, Roma città aperta, contro il regime fascista e verso il nuovo fenomeno cinematografico diventandone il film-manifesto del neorealismo.

Il Neorealismo
Importante fenomeno cinematografico che si affermò in Italia negli anni 1945-1954 fece creare un diverso approccio nei confronti del cinema di finzione riscuotendo un successo internazionale.

Finita la guerra, la situazione in Italia era drammatica; erano rimasti evidenti i gravi problemi causati dal secondo conflitto mondiale; ma furono proprio le macerie e le strade di quel tempo a diventarne le vere protagoniste del cinema neorealista.

I neorealisti videro nel cinema lo strumento prezioso descrivere la realtà circostante coinvolgendovi il pubblico e facendogli svolgere un ruolo attivo e consapevole.

Il cinema neorealista si impose come il cinema nuovo, una forza di rinnovamento culturale e sociale. Si sviluppò in due fasi: la prima, in cui vennero affrontati i temi della guerra e della Resistenza, e la seconda, che affrontò i temi sociali come diretta conseguenza della guerra.

I principali esponenti furono: Roberto Rossellini, Luchino Visconti, Vittorio De Sica e Giuseppe De Santis.

Vittorio De Sica e Roberto Rossellini

Il neorealismo fu indubbiamente un elemento importante, sia per quanto riguarda le sue posizioni politiche e la sua visione sul mondo sia per quanto riguarda le innovazioni nella forma cinematografica. I tipici film neorealisti erano girati in esterno, con attori non professionisti e con inquadrature sporche ed improvvisate, i finali erano aperti e le trame basate sulla casualità, descrivevano la vita comune in tutte le sue sfumature.

Il cinema italiano, che era famoso per le sue scenografie in studio, dopo la guerra, a causa dei danni subiti dagli studi di Cinecittà, non riuscirono più ad ospitare grandi produzioni. Ci così fu un passaggio epocale, la scenografia divenne la “città aperta” e il cinema divenne realismo esorbitante.

Film
Fu proprio Roma città aperta di Roberto Rossellini del 1945 a rappresentare questo nuovo e reale panorama cinematografico.
Il film per eccellenza che rappresenta il nuovo approccio sulla modalità del racconto cinematografico. Con Anna Magnani e Aldo Fabrizi mostra un ritratto della città in piena lotta contro il fascismo e nazismo. Rappresenta la Resistenza come un’alleanza tra comunisti e cattolici a fianco della popolazione con i protagonisti coinvolti nella lotta contro le truppe tedesche che occupano Roma.


Analogamente il film Paisà del 1946, sempre di Rossellini, offre una visione caleidoscopica dell’entrata degli Alleati in Italia: i sei episodi del film seguono il movimento delle forze americane dalla Sicilia fino alla pianura padana. Lo spettatore è condotto alla scoperta dell’Italia, immergendosi nella dolorosa attualità.

Il film garantì a Rossellini la candidatura all’Oscar divenendo uno dei film più rappresentativi della dinamica neorealista.
Egli con questi due film aveva iniziato la “Trilogia della guerra antifascista”, il terzo e ultimo della trilogia fu Germania anno zero del 1948 (premiato al Festival di Locarno) girato nel settore francese di Berlino.

Dopo la trilogia della guerra il cinema di Rossellini si concentrerà sul tentativo di restituire umanità a quella che gli appariva come una sorta di disfacimento. L’intento, ben riuscito, era quello di condurre il pubblico verso la consapevolezza della necessità della verità spirituale, della conoscenza di sé stessi e dell’impegno verso il prossimo: i suoi film divennero altamente didascalici. Il messaggio che trasmetteva e il suo modo di raccontare lo portarono verso il cinema moderno.

L’incontro che gli cambiò la vita, sia quella privata che quella artistica fu con Ingrid Bergman, sul set del film Stromboli, terra di Dio del 1949. Nel 1950 si sposarono dando alla luce tre figli, Roberto e le gemelle Isotta e Isabella. Ingrid Bergman reciterà per lui in Europa ’51 (1951), Viaggia in Italia (1953) e Giovanna d’Arco al Rogo (1954), film in cui il regista pone l’accento sulla psicologia dei personaggi.
Nel 1957 i due divorziano a causa della relazione del regista con una sceneggiatrice indiana dalla quale avrà la figlia Raffaella.

Roberto Rossellini e Ingrid Bergman

Il regista dopo il suo ultimo film con la Bergman, La paura. Non credo più all’amore, continuò realizzando dieci episodi della serie televisiva L’India vista da Rossellini, trasmessa dalla Rai e il documentario India (1959). Sempre nello stesso anno vinse il Leone d’oro a Venezia e un nastro d’argento per Il generale Della Rovere, con protagonista Vittorio De Sica. Negli ultimi anni della sua vita vi fu un ritorno allo stile documentaristico e una tendenza verso la televisione.

Morì a Roma il 3 giugno del 1977 in seguito ad un attacco cardiaco.

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