Caramelle dai sconosciuti

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Un’indagine di Emma Bonsanti
Aldo Pagano
Noir
Piemme Milano
2021
Pag. 311 euro 19,50

Bari. Fine maggio 2020. La notte prima qualcuno ha tagliato la gola a Matteo Cardone. Di prima mattina il sostituto procuratore Emma Bonsanti e l’ultrasessantenne sovrintendente capo Michele Lorusso arrivano all’ultracentenaria abbandonata Manifattura dei tabacchi, il cadavere si trova tra due alti finestroni di un cortile interno, seduto a terra, testa reclinata in avanti, schiena appoggiata al muro, in una pozza di sangue ormai scurissima. La vittima aveva 37 anni ed era un ricco razzista violento, conosciutissimo nel degradato pericentrale quartiere Libertà, sposato con la bella trentenne Vera senza figli, proprietario distratto di un ristorante alla moda e amato concentrato capo dell’associazione culturale neofascista Hobbit, che distribuisce cibo e aiuti vari nel rione e boicotta fattivamente ogni attività destinata ai migranti. In un locale sottostante scoprono un vero e proprio arsenale nascosto in un’intercapedine. Poi parlano con la signora che dalla finestra ha visto uscire dalla porta del mercato, quella più vicina all’ala della Manifattura, un ragazzo nero che zoppicava. Le indagini si fanno serrate e arrivano a ricostruire un quadro abbastanza chiaro e delicato, quasi definitivo: Cardone aveva le chiavi per poter arrivare all’arsenale all’insaputa forse di tutti gli accoliti camerati; poco prima di morire aveva fatto a botte marziali con Samuel Saleh che frequenta Economia e insegna italiano ai rifugiati; Samuel è il fidanzato di colore di Annalisa, la figlia di Lorusso, che era stata brutalizzata da Cardone e ripresa in un video; Samuel è fuggito chissà dove dopo averle confessato di aver avuto il duro scontro fisico di Cardone per vendicarla, d’essere prevalso a stento e di averlo lasciato malmesso ma vivo. Samuel va presto trovato e arrestato, seppure Lorusso è coinvolto affettivamente e non può essere protagonista della ricerca ufficiale, tanto più che condivide con Emma forti dubbi sulla vicenda. Occorre scavare nel crimine.

L’ottimo scrittore Aldo Pagano (Palermo, 1966), già girovago giornalista sommelier ristoratore (susci), ha imbroccato la serie giusta e il nuovo romanzo è interessante, ben scritto, maturo, grazie anche sia alla protagonista di origini milanesi che all’ambientazione nella cara capitale pugliese. Meticolosa e utile appare la ricostruzione delle atmosfere, delle passioni e delle dinamiche antropologiche dei gruppi neofascisti italiani contemporanei in una realtà metropolitana meridionale, condensate nel titolo che viene da un pensiero della protagonista: “Danno i pacchi per … rubare la fiducia delle persone abbandonate dalla società. Caramelle dai conosciuti, cazzo! Chi non ha strumenti per valutare, le accetta”. Emma è una brava magistrata, non è facile fare il proprio dovere fra menzogne o narconotizie in rete che avvelenano i pozzi della democrazia e gli avvocati militanti politici che combinano il diritto alla difesa con la propaganda apologetica. Oltretutto le capita di nuovo di sviluppare due rapporti sentimentali in contemporanea: vive sola con la bastarda simil spinone Bella e, di fatto, frequenta con passione sia Simone Laforgia, artista egocentrico assai quotato e di fama internazionale, spesso in giro per il mondo, che pure ha lasciato l’anno prima, quando si era mostrato incapace di provare empatia di fronte alla malattia della madre di Emma, sia Edoardo Bruni, scrittore possente e vecchio compagno di scuola proprio a Bari (come la sua più cara amica Carla), lui perlopiù ben stanziale a Roma con l’amatissima Valeria. Siamo nella prima primavera della pandemia: mascherine distanziamento igiene, divieti e paranoie dialettiche fra negazionisti e catastrofisti. La protagonista è una gran fumatrice (Camel lei, tutti gli altri proprie personali marche), il profilo con sigaretta accesa conquista (nella bella copertina). Molti s’intendono dei grandi vini di Puglia. Billie Holiday per farsi abbracciare.

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