Inglesi maleducati ed italiani smemorati

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Il calcio si sa, ha le sue regole. Una di queste vuole che prima, durante e dopo le partite in cui giocano le nazionali ci si riscopra tutti nazionalisti quando non addirittura sciovinisti.

La qual cosa riguarda più o meno tutte le nazioni europee e non solo.

Addirittura Honduras ed El Salvador combatterono una guerra di circa seimila morti proprio a causa di una partita di calcio.

L’Italia non sfugge a questa regola e nell’ultimo confronto con l’Inghilterra ha tirato fuori tutto l’attaccamento possibile alla propria Nazione ed alla propria squadra.

Dal canto loro gli inglesi hanno suonato il “la” alle recriminazioni dei tifosi azzurri, fischiando l’inno nazionale italiano e cercando di sovrastarlo con boati da corrida.

Gli algidi abitanti dell’Inghilterra, sono notoriamente dotati di autocontrollo, la loro gentilezza, il loro stile e il loro comportamento da “gentlemen” sono noti in tutto il mondo.

Ciò non gli impedisce tuttavia di esprimere il peggio di sé quando si tratta di calcio.

Una discreta serie di pinte di birra e un poco moderato uso di superalcolici aiutano il tifoso d’oltre manica a sfogare le proprie frustrazioni e a comportarsi da vero e proprio unno.

A parte i fischi e i vocalizzi e il gesto di levarsi la medaglia d’argento alla premiazione per il secondo posto, cosa che in una finale di campionato europeo dovrebbe essere evitata, c’è stato anche il mancato saluto da parte dei rappresentanti della famiglia reale al nostro Presidente Mattarella, che sicuramente non ha contribuito positivamente all’immagine dell’Inghilterra.

Naturalmente tutta questa serie di comportamenti poco signorili, è stata utilizzata come pretesto dagli italici giornalisti e commentatori televisivi vari, per ricordare agli italiani, qualora se lo fossero dimenticato, che gli inglesi possono dirsi gentlemen quanto si vuole, ma sono sempre i discendenti di quei simpatici ‘brittunculi’ sottomessi dai nostri antenati, circa duemila anni fa.

Quindi, inutile aspettarsi da loro comportamenti civili.

Se poi ci aggiungiamo che la Perfida Albione non ha mai perso occasione per criticare gli italiani che, essendo cattolici, sono da loro considerati negativi e corrotti per definizione, il gioco è fatto.

Peccato però che tutti questi signori così coriacei e battaglieri nel loro attaccamento alla Patria, alla bandiera e al loro “Canto degli italiani” nonché alla maglia azzurra, mostrino di avere la memoria corta.

Che si debba festeggiare una vittoria sportiva è sacrosanto. Che certi atteggiamenti della squadra e della tifoseria avversaria vadano criticati è legittimo, forse anche doveroso.

Ma se prendiamo in esame la recente storia italiana, di episodi in cui la Patria, l’inno nazionale e il tricolore sono stati oggetto di scherno ne troviamo parecchi e ahimè, tutti causati dagli abitanti della penisola.

Questi signori, sempre pronti a difendere con le unghie e con i denti l’onore italico, dove stavano quando il Signor Umberto Bossi sostenne che con la bandiera italiana ci si sarebbe pulito una parte non certo signorile del corpo umano?

E quando lo stesso “senatur” si girava di spalle ogni qual volta suonava l’inno nazionale, perché non hanno difeso l’onore della Patria?

In fin dei conti esiste l’articolo 292 del codice penale che punisce il vilipendio alla bandiera.

A quanto pare al tempo in cui il folcloristico capo dei padani si esibiva con il suo florilegio di scurrilità, nessuno se ne ricordò.

Nel giorno dell’anniversario della fondazione di Roma, il 21 Aprile del 2015, il cuneese Gilberto Oneto scrisse un articolo velenoso sulla nota rivista padana, “Il miglio verde”, dichiarando che la fondazione di Roma era stata la più grave sciagura della storia, sciorinando una serie di falsità storiche che avrebbero fatto sorridere anche un ragazzino delle scuole medie. Da quello che risulta, nessuno dei “patrioti” italiani ha preso le difese della capitale d’Italia che non ostante gli strali del paladino padano Oneto, il mondo intero ci invidia.

Esattamente undici anni fa, prima della partita dell’Italia contro la Svizzera, sembra che Marchisio durante l’inno italiano, modificò la strofa ‘che schiava di Roma’ con quella ‘che schiava di Roma ladrona’.

Il fatto non fu mai confermato, anche sembra estremamente probabile che sia davvero andata così. Nessuna inchiesta fu fatta né dalla federazione, né dagli organi statali.

Oggi gli italiani protestano per i fischi al loro inno nazionale, ma quando furono alcuni di loro a offendere l’inno di Mameli, nessuno si ricordò di difendere l’onore della Patria.

Accusiamo gli inglesi di razzismo nei nostri confronti, ma ci siamo dimenticati del razzismo di una parte degli italiani verso l’altra parte e che è stata sostenuta per molti anni da politici, più noti che illustri, pagati da tutti gli italiani.

Che i tifosi inglesi non siano stinchi di santo è noto, ma non risulta che i tifosi di alcune squadre italiane siano da meno.

In fin dei conti gli inglesi hanno sempre mostrato grande rispetto, quando non addirittura ammirazione per la nostra cultura e per la nostra storia.

Nell’800 un nobile inglese non poteva completare la sua formazione culturale se non compiva il viaggio in Italia e grandi letterati inglesi del calibro di Byron e Shelley, hanno tratto ispirazione per alcune delle loro opere proprio dai suoi paesaggi.

Non sono e non devono assolutamente essere pochi ignoranti inglesi a far credere agli italiani che gli abitanti dell’Inghilterra ci odino.

In fin dei conti stiamo parlando di un evento in cui ventidue strapagati giocatori prendono a calci un pezzo di cuoio di forma sferica sostenuti da una tifoseria che, al contrario di quello che succede nel rugby e nel tennis non brilla certamente per cultura.

Non è certamente una manifestazione di intelligenza trasformarlo in una guerra patriottica. Comunque sia, gli italiani dovrebbero sempre tenere presente che in questa piccola parte del pianeta sono stati creati l’impero romano, il rinascimento e la Chiesa Cattolica e sarebbe bene che ne fossero degni, ricordandoselo non soltanto nelle finali dei campionati europei. Soprattutto non dovrebbero dimenticarsene quando un loro concittadino offende nel peggiore dei modi la Patria, il suo inno e la sua bandiera.

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