Cultura

Letino ha perso un tesoro

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I paesaggi ameni, la sorgente dell’acqua Lete, le sculture di Stolu: queste le perle di Letino, suggestivo borgo situato nel cuore del Parco Nazionale del Matese in Provincia di Caserta. Da pochi giorni Stolu, questo il suo nome d’arte che deriva dalle iniziali di Stocchetti Luigi, non è più. L’ultimo incontro circa quattro mesi fa.  Durante il nostro solito chiacchierare, io seduto sopra una delle sue ciclopiche sculture e lui con martello e scalpello a battere la pietra, le sue parole mi restarono impresse nella mente con una forza ancora più viva e misteriosa.Osserva questa pietra: vedi questo lato? È malato di cancro e io debbo guarirlo per darle la vita”. Da quella pietra aveva liberato la parte corrosa dal tempo e ne stava ricavando un piccolo angioletto. “Per tutta la vita non ho fatto altro che vagare per questi monti alla ricerca di quelle pietre che avevano bisogno di essere aiutate, di rappresentare ciò che avevano nell’anima. Sento questo impulso ogni volta che osservo un masso, riesco a leggere cosa nasconde al suo interno. Dopo averlo trasportato nel mio laboratorio col martello e scalpello gli do la vita. Faccio questo da oltre sessant’anni. Ho distribuito per tutto il Matese, con spirito grazioso, le mie opere, le ho offerte ai tanti che ho conosciuto. Sulla terra ho dato tutto me stesso, ma pochi hanno capito il mio intento. Adesso devo andare altrove, in Cielo, in Paradiso a continuare la mia opera. Sento questo e l’avverto giorno per giorno”.

Così ha mantenuto la promessa fatta a sé stesso.

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