Gli scarafaggi arricchiranno sempre di più le nostre mense

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Già due miliardi di persone nel mondo si nutrono di insetti

Volete stupire i vostri amici con un piatto semplice e naturale?

Bene, allora prendete circa 20/30 grammi di scarafaggi commestibili che avrete prima sbollentato in acqua bollente per qualche minuto,lasciateli asciugare e salateli leggermente. Preparate adesso una pastella con 100 grammi di farina, 2 uova, e un mezzo bicchiere di birra chiara, mescolate il tutto in modo da non lasciare grumi.

A questo punto immergete delicatamente i scarafaggi nella pastella e una volta ben farciti metteteli direttamente in padella con l’olio che già frigge.

Ci vorranno pochi minuti e immergeteli non più di 10 o 11 per volta, una volta ultimata la cottura scolateli e metteteli sulla carta assorbente da cucina per eliminare l’olio in eccesso.

A questo punto buon appetito, i vostri ospiti saranno stupiti di questa leccornia.

Forse, non proprio tutti, qualcuno storcerà la bocca davanti a questa ricetta, ma credetemi ne vale la pena sentire scrocchiare lo scarafaggio sotto i denti lasciando in bocca quel leggero sapore agro dolce, come si dice ‘provare per credere’.

Probabilmente, non farò venire l’acquolina in bocca a tanti lettori, però è bene che sappiate che ricette come questa diventeranno di uso comune fra non molto e non è solo una esagerazione giornalistica, perchè la carne, come altri alimenti, diventeranno obsoleti, troppo costosi da allevare e gestire, inoltre inquinano gravemente e la Terra, ormai, non se lo può permettere. Gli insetti saranno il vero nutrimento di domani come la squisitezza che potrete mangiare fin d’ora solo in Messico.

Certo, inizialmente potrebbe farci schifo, diciamo le parole giuste, ma solo in un primo momento poi diventa è una vera ghiottoneria e già il nome è tutto un programma, è infatti chiamato il “caviale messicano” composto da uova di mosca acquatica, un po’ come le uova di storione, ma più piccole. Si fa per dire, ovviamente.

Dobbiamo toglierci però dalla testa che solo noi europei conosciamo il vero cibo, d’altronde, oggi, circa 2 miliardi di persone in 130 Paesi nel mondo mangiano da sempre insetti e oltre 3.000 gruppi etnici nel mondo considerano gli insetti una rimedio alimentare tradizionale.

  Secondo la National Geographic Society, ci sono ancora 5 milioni di specie di insetti da classificare, mentre noi ne conosciamo a mala pena appena un milione di cui solo una infinitesima parte, solo 1.400, sono le specie di insetti considerati buoni da mangiare.

Chissà allora quante prelibatezze possiamo ancora scoprire!

Questo nuovo regime alimentare entomologo si sta facendo strada anche in Europa, pur con grande difficoltà per la storia più che millenaria della nostra tradizione culinaria.

Comunque, gli insetti saranno sicuramente il cibo di domani come fonte primaria di proteine, vitamine e di minerali, inoltre il suo allevamento è totalmente ecologico, e sarà un modo per sfamare miliardi di persone sulla Terra; carne, uova o pesce, non basteranno, per nutrire l’intero Pianeta, inoltre non sono più eco-sostenibili e, dunque, cominciamo a pensare agli insetti in maniera meno schifiltosa.

Allevare, come già avviene in altri Paesi, questi animaletti basta pochissima energia e acqua, non inquinano il terreno, anzi lo concimano sapientemente ed hanno bisogno di pochissimo spazio, anche se per ora l’allevamento rappresenta solo il 2% dei prodotti, perché vista ancora la notevole abbondanza, vengono catturati in natura per la maggior parte.

Un sistema di cattura che certamente comporterà nel tempo una alterazione dell’ecosistema con il dare la caccia ad alcuni insetti e lasciando in pace altri.

Insomma, anche qui bisogna stare attenti a non ritrovarci poi senza alcun tipo di cibo.  

Secondo un report effettuato da Meatatlas2021, apprendiamo che l’insetto in assoluto più consumato al mondo è lo scarafaggio (vedi la nostra ricetta) seguito da bruchi, formiche, vespe e api.

C’è poi tutto un mercato per i più esigenti con locuste, cimici d’acqua, libellule, termiti, ragni e mosche.

Il Paese al mondo con il primato in questo tipo di alimentazione è sicuramente il Messico con un consumo annuo di almeno 300 insetti all’anno seguito a ruota da Cina e Tailandia con un consumo in medi a di 200/250 insetti annuali.

Roba, diciamolo con chiarezza, per stomaci forti, ciononostante, se pensiamo che da noi difficilmente questo tipo di alimentazione potrà mai attecchire, non ci giurerei molto, perché questo tipo di alimentazione già la conosciamo grazie al cosiddetto formaggio con i vermi.

Per secoli la Sardegna ha prodotto ed esportato il mitico casu marzu che tradotto la dice lunga sul prodotto, ‘formaggio marcio ‘.

La sua ricetta è semplice. Una volta creata la forma del formaggio in inverno, si lascia maturare in luogo riparato fino alla primavera e quindi, con il bel tempo alle porte, si lascia marcire grazie all’intervento delle mosche che depositano qui le uova delle loro larve.

Dopo poco tempo il cacio prende vita letteralmente perché le larve di mosca si sono moltiplicate in migliaia e coprono tutta la superfice del formaggio in un continuo brulichio e, solo a questo punto, il formaggio è pronto per essere mangiato con una bella fetta di pane sardo.

Chi scrive lo ha provato da giovane è bisogna dire che era veramente buono. Comunque, per chi fosse scioccato e avesse paura di trovarlo sul banco del proprio salumiere stia pur tranquillo che da oltre quarant’anni questo formaggio è fuori legge in Italia e all’estero, anche se si può produrre solo per consumo famigliare, ma non si può vendere.

Per concludere, nella civilissima Australia spesso al posto dei pop corn davanti alla Tv, si preferisce sgranocchiare le honeypot dolci, al di là del nome inglese, diciamo subito che sono le formiche che hanno un ventre assai gonfio come un chicco d’uva.

 Chi lo ha provato si dice entusiasta anche perché è un cibo usato da tempi immemorabili dagli aborigeni, probabilmente come dessert a fine pranzo, dunque quando usciamo per strada attenti a non calpestare qualche insetto potrebbe essere il vostro pasto di domani.

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