Società

Earth, la vita e’ bella, perché varia …

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Ebbene sì, le eccezioni, rispetto alla nostre banali attese, fanno le regole di una vita, che diversamente sarebbe stata e sarebbe incredibilmente piatta, scontata, di una noia insopportabile. Per fortuna o malasorte non è mai stato, non è e non sarà mai così, perché continueremo a sorprenderci, posto che nei momenti del presunto minimo eravamo al massimo della possibile felicità e non ce ne siamo resi conto, anzi abbiamo protestato, contestato, scassato sino all’inverosimile, sino a rovinare la festa, pensando di poter ottenere di più. Ecco, quel di più, che ci ha portato e che ci porta continuamente a riscoprire l’America, quella che convenzionalmente s’intende per il massimo del benessere – piuttosto che del piacere – è quello che rappresenta chimericamente la logica della vita, del nascere e del morire, tra incertezza e certezza, nel riproporsi sistemico della “Fata Morgana”, che in qualche modo ci sostiene, ci fa galleggiare tra le sue tralignanti illusioni. Adesso, siamo di fronte ad uno specchio, quello dell’Ucraina, andato in frantumi, unitamente al concetto d’infrangibilità legato alla filosofia Euro-centrica dell’Europa Comunitaria. Adesso, dopo il discorso del Presidente Biden in Polonia, abbiamo conferma che le parole non sono soltanto pietre, ma vere e proprie armi offensive, mentre diventa imbarazzante piangere sul latte versato dalla Nazionale del Calcio a Palermo, piuttosto che commentare la scazzottata tra Will Smith e Chris Rock nella notte degli Oscar a Los Angeles, come ridere sugli “out out” e le minacce di crisi per il Governo Draghi. Comunque, per Pasqua avremo l’uovo con sorpresa e la colomba da affettare, piuttosto che della pace. Forse avremo ragionevolmente una tregua per cogitare sulle macerie pandemiche e della guerra di ritorno in Europa, sul fenomeno indotto, inarrestabile e crescente delle concentriche migrazioni bibliche verso di noi, epicentro di Oikoumene. Infine, dopo una tormentata primavera, verrà l’estate e così andremo tutti a mare, secondo l’irrinunciabile rito, tra sbarchi disperati su spiagge piene di quella plastica che, derivata dal petrolio, ci va doppiamente rovinando la vita, con tanti saluti alle tasche di chi lo vende e di chi lo compra, mentre l’ambiente, sì quello di Earth, che tutti ci riguarda, continuerà ad andare in malora, senza ripari.

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