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Di viaggi e di sogni

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Di viaggi e di sogni. Donna di Porto Pim. Notturno indiano.
Antonio Tabucchi
Due romanzi
Sellerio Palermo
2022 (1° ed. 1983 e 1984)
Pag. 244, euro 10

Isole Azzorre, estate 1982. Né racconto di viaggio, né pura finzione. Piuttosto paesaggi impressioni testimonianze storicamente vissuti in terza persona e usati per “una metaforica circumnavigazione attorno a me stesso”, a partire dalla precarietà colta dell’insularità che necessariamente sviluppa un’arte della sopravvivenza. India, decenni fa. Il narratore in prima persona cerca il vecchio amico Xavier in uno squallido bordello, in un ospedale sovraffollato, altrove, senza eccessivo impegno, conversando spesso acutamente con poetica paura. “Di viaggi e di sogni” raccoglie due testi famosi a loro tempo, eppure dovrebbe esserci sempre voglia e modo per rileggere il grandissimo Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 – Lisbona, 2012). Qui gli scritti sono introdotti da famosi autori, giornalisti (soprattutto) e colleghi, il primo (tradotto da Vincenzo Barca) dal portoghese António Mega Ferreira (1949), il secondo dall’inglese Tim Parks (1954), naturalizzato italiano. Tutto molto serio e allegro.

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