
Fondata da un napoletano, lì nacque la celebre canzone “O’ Sole Mio”
Tutti coloro che ascoltano la celebre canzone ‘O Sole mio’ vedono subito al golfo di Napoli, alla sua magia e alla sua bellezza, e pensano che un tale capolavoro musicale non potesse che essere composto in questo pezzo di paradiso.
Peccato che la Partenope non c’entra assolutamente nulla come fonte di ispirazione, e che ci si debba spostare di almeno duemila chilometri a est nella odierna città di Odessa sul Mar Nero.
Si racconta che il suo compositore, Eduardo di Capua, giunto nella città oggi ucraina per una serie di concerti, fosse stato sedotto, per la sua famosa melodia, da una magnifica alba sul mare della città che al sorgere di un sole fiammeggiante influenzò definitivamente la sua ispirazione.
Ma Odessa, come vedremo, non è legata a Napoli solo da questa composizione, ma anche dalla sua fondazione.
Una città bellissima, recentemente salita agli onori di una cronaca tragica, per la guerra e per i bombardamenti di cui è vittima. Eppure, solo pochi mesi fa, era nota solo per essere una città meravigliosa la cui storia merita di essere raccontata.
Condiamo che presto possa tornare ad esserlo.
Nel centralissimo viale Deribasivskaya si erge tutt’ora una grande statua in bronzo in onore del fondatore della città, niente meno che un nobile napoletano, Giuseppe Ribas, coraggioso ufficiale del Regno Borbonico che per una serie di avvenimenti fu al servizio della Corte degli Zar nella Russia del XVIII secolo.
Figlio del console spagnolo, presso la corte borbonica, e di una nobile irlandese, era nato a Napoli nel 1749, il giovane Ribas studiò in casa con un precettore, come si usava per le famiglie titolate; il che non gli impedì di avere una buona cultura e di conoscere sei lingue, oltre lo spagnolo e l’italiano anche il latino, l’inglese, il francese e il tedesco che gli saranno assai utili nella sua vita avventurosa.
Giovane sottotenente della guardia borbonica, come molti giovani cadetti dell’epoca, il suo sogno era la Russia, specialmente poter vivere alla corte degli Zar che proprio nel XVIII secolo, grazie alla zarina Caterina la Grande, stava uscendo dal suo isolamento per diventare una grande potenza internazionale.
L’occasione di poter avverare il suo sogno avvenne a Livorno quando, per una missione militare, ebbe l’occasione di conoscere il conte Aleksej Grigor’ evic Orlov, tra i favoriti alla corte di San Pietroburgo.
Il giovane fece una buona impressione al conte, tanto che lo volle con sé come interprete e aiutante militare nel suo ritorno in Russia facendolo partecipare ben presto alla guerra russo – turca, del 1774, che fece, con la vittoria dei russi, della Ucraina, insieme alla Crimea e alla regione sud del Caucaso, una regione del vasto impero degli zar.
Una esperienza che lo segnerà per tutta la vita.
Nominato ufficiale di collegamento tra il comandante in capo, il principe Potëmkin e l’ammiraglio John P. Jones, americano ma all’epoca ancora suddito di Sua maestà britannica, combatté nella sanguinosa battaglia di Liman sull’estuario del fiume Dnepr dove le navi turche furono sbaragliate e gli equipaggi massacrati dai russi.
Dopo questa sconfitta, le città turche sulla costa del Mar Nero caddero una dopo l’altra dopo lunghi e faticosi assedi; ed è proprio in uno di questi che il nostro si coprirà di gloria conquistando la fortezza di Izmail, ritenuta imprendibile, e, soprattutto, la conquista del villaggio di Khadjibey, dove sorgerà qualche anno dopo la città di Odessa.
Per secoli questi luoghi erano stati trascurati, ma da allora, grazie alle intuizioni di Ribas, questa terra divenne fondamentale per lo sviluppo dell’Impero russo, situata tra le foci di quattro grandi fiumi, il Danubio, il Dnestr, il Dnepr e il Bug per di più navigabili. Immediatamente lui intuì che in quel luogo poteva nascere una grande città prosperosa nei commerci.
Ribas presentò il suo progetto alla zarina per la costruzione di un porto e, contemporaneamente, per l’edificazione di una città.
Avviati i lavori della futura metropoli, lo stesso Ribas ne divenne il primo sindaco e diede alla città il nome di Odisseo, in memoria dell’eroe greco lontano dalla sua Itaca, in questo caso Napoli, ma Caterina, pur accettando tutto il progetto, volle cambiare il nome in Odessa, per renderlo forse più gentile.
La città ebbe uno sviluppo frenetico per i tempi, tanto da diventare un vero gioiello non solo commerciale, ma in breve anche un polo culturale. Una realtà importante che speriamo possa tornare al più presto ad essere un centro importante che è sempre stata dopo questa disgraziata guerra.
