In breve

Stranieri su un molo di Tash Aw

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Recensione Stranieri su un molo
Stranieri su un molo. Ritratto di famiglia
Tash Aw
Traduzione di Martina Renata Prosperi
Storia di migrazione
Add Torino
2022 (orig. Stranger on a Pier, 2015 e 2021)
Pag.119 euro 16

Bangkok, Pokhara (Nepal), Shanghai, Hong Kong, luoghi in cui al malese Tash Aw

(Taipei, 1971) si rivolsero come se fosse del posto: thailandese, gurung, mandarino, cantonese, forse a causa della carnagione neutra e cangiante, un poco anche per il desiderio comune che tutti ci somiglino, che lo straniero sia uno di noi, qualcuno che possiamo capire, certo pure per millenni di migrazioni meticce altrui e decenni di movimenti suoi.

Nato a Taiwan, cresciuto a Kuala Lampur, universitario e ora residente a Londra, il bravissimo scrittore racconta in “Stranieri su un molo” la complicata storia della sua famiglia, dai nonni maschi (un bottegaio e un maestro) fuggiti dalla Cina (da cui il titolo) e stabilitisi sull’estrema costa nordorientale della Malesia, alle nonne, ai genitori (i cui dialetti hainanese e hokkien non ha mai ben appreso), ai cugini: una vita di emigrazioni e immigrazioni, amori e separazioni, esclusioni e inclusioni, evoluzioni culturali e adattamenti generazionali.

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