
Quindici giorni di novembre
José Luis Correa
Traduzione di Alberto Malcangi
Giallo
Del Vecchio Bracciano
2019 (1° ed. 2010, orig. 2003)
Pag. 231 euro 7.90
Las Palmas, Canarie. Un novembre di 20 anni fa. Il 44enne Ricardo Blanco, dopo avventure e disastri e la fuga più o meno giustificata di varie donne, ha aperto con un socio l’agenzia investigativa Blanco&Moyano, uffici in Calle Triana, bruttina ed efficiente la segretaria Inés. Si presenta una bella ricca rossa: María Arancha Maracha Manrique, gli chiede di verificare se è un suicidio la morte (colpo di pistola alla testa) di Antonio Toñuco Camember con in quale avevano deciso di sposarsi a primavera. Lui si finge un compagno di università per frequentare amici e parenti, incontrando le menzogne e ipocrisie dei “figli di papà”. La ragazza lo conquista, altri muoiono e lui rischia la vita spericolata che ha scelto, disincantata e illudibile come in tanti dei colleghi personaggi (di gialli e film noir) che cita (Carvalho davanti a tutti).
L’insegnante filologo José Luis Correa (Las Palmas, 1962) presenta con garbo in “Quindici giorni di novembre” il suo “classico” protagonista seriale
