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Nel libro di Zaccagnini il gossip sui grandi compositori del passato

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Odi, rancori e invidie che hanno fatto però grande la musica

Quando pensiamo ai grandi musicisti, coloro che ci hanno permesso di ascoltare, attraverso i secoli, le armonie del mondo, li immaginiamo solitamente davanti ad un pianoforte, nel silenzio di una stanza a comporre la loro musica e lasciandosi trasportare, come in estasi, dalle melodie da essi create, vivendo in un’altra dimensione fatta di note, di chiavi di violino, di pentagrammi e così via, lontano dalle miserie e dalle beghe del mondo reale. 

Se questo è il nostro compositore tipo, esso esiste, però, solo nella nostra immaginazione. La vita concreta di questi personaggi è fatta assai spesso di litigi, di invidie, di cantonate musicali come quando un grande autore come Franz Joseph Haydn, invidioso verso chi era più bravo di lui, ascoltando il giovane Beethoven eseguire la sinfonia L’Eroica affermò, davanti ad altri musicisti, che: “Non verrà mai niente fuori da quel giovane”, inutile dire come si fosse sbagliato. 

In tempi più recenti troviamo un altro odiatore del grande tedesco, Igor Stravinskij, noto per avere in antipatia un po’ tutti i suoi colleghi, sua è, tra l’altro, una celebre dichiarazione: “Detesto Beethoven e le ultime Sonate e i Quartetti più di ogni cosa” e come se ciò non bastasse, era particolarmente infastidito dei Sedici Quartetti, tra cui non contento criticò in maniera particolare il Quartetto in la minore opus 132 con delle volgari metafore culinarie e neanche spiritose  “Due fette di minuetto e tre di inno fanno un cumulo che somiglia a un sandwich a cinque strati, salvo che gli strati di inno e quelli di minuto non reagiscono l’uno con l’altro”. 

 Mai giudizio del maestro russo fu più sbagliato, composizioni considerate a livello mondiali degli indiscussi capolavori. 

Andando indietro nel tempo non possiamo non ricordare il musicista lombardo Antonio Salieri che, pur essendo anch’egli un grande compositore, era, purtroppo per lui, invidioso fino a farne una malattia verso il giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart

Narra un aneddoto che venuto in possesso di alcune partiture del giovane Amadeus, il Salieri rimase talmente colpito dalla perfezione delle composizioni senza neanche una correzione che esclamò, non senza una moto di stizza, come poteva accadere che un personaggio così volgare potesse essere stato baciato dalla stella del genio, aumentando così la sua rabbia di compositore. Un odio che, purtroppo, non diminuirà neanche dopo la morte del grande salisburghese. 

Tra i personaggi oggi osannati come grandi nell’Olimpo della musica troviamo il francese Hector Berlioz che venne però ostracizzato dagli altri suoi colleghi, soprattutto da Felix Mendelssohn che affermava senza alcun pudore, aggiungiamo noi, che: “La sua orchestrazione è un orribile guazzabuglio, un tale pasticcio sconnesso che una persona, dopo aver avuto una partitura tra le mani dovrebbe lavarsele”, senza riconoscere che proprio Berlioz fu colui che ripropose all’attenzione mondiale l’opera di Johannes Bach, ma non era certamente l’unico, anche il nostro Gaetano Donizetti non esitava a dare giudizi a dir poco crudeli sul compositore francese: “Egli è un pover’ uomo, ha fatto un’opera e fu fischiata, fa delle sinfonie e si fischia. Fa degli articoli e si ride. Tutti ridono e tutti fischiano”. 

Ma anche Berlioz non era da meno con sferzanti giudizi, riferendosi  ad Joseph Haydn affermava che i suoi I suoi assoli di flauto e tutte le sue bonomia mi danno le contrazioni e la voglia di uccidere qualcuno” e da buon francese mal sopportava, insieme ad un altro collega del calibro di Robert Schumann, il padre del romanticismo musicale dell’800, quasi tutti i compositori italiani i quali, secondo loro, avevano colonizzato con la loro musica l’intera Europa, infatti, non c’era città o borgo nel vecchio Continente dove non trovasse un italiano musicista, forse, aggiungiamo noi, perché semplicemente perchè erano bravi, ma questo è un altro discorso. 

Raccontato con molta vivezza abbiamo episodi che rappresentano bene il carattere di alcuni musicisti come quando Georg Friedrich Händel strappò letteralmente dalle mani di un altro grande musicista come Arcangelo Corelli, considerato da lui poco meno che uno strimpellatore, le sue partiture e che dire poi di Gioacchino Rossini che ormai all’apice della carriera, era oberato da richieste di sempre nuove opere e per soddisfarle tutte, e anche il proprio portafoglio, non esitava a riproporre più volte composizioni già rappresentate tra cui la famosissima sinfonia del Barbiere di Siviglia.

Tutte queste notizie, ma ci sarebbe da parlarne per ore, le ho trovate in un godibilissimo libro uscito recentemente per le edizioni Marsilio, scritto da Guido ZaccagniniUna storia dilettevole” ed è vero, perché le pagine, pur essendo un volume ponderoso di oltre 400 pagine, è  di piacevolissima lettura e la qualcosa non può non intrigare il lettore scoprendo spesso che  i miti della musica altro non erano che uomini come tutti noi con le gioie e i dolori, le invidie e i rancori, ma forse proprio per questo sono più vicini a noi di quanto si pensi.

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