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Da Leonardo a Caravaggio, gli auguri per l’Italia della rinascenza

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Mi viene spontaneo pensare che l’Italia del futuro sia quella della rinascenza e che ci si debba augurare assoluta adeguatezza. Certo, quando il burocrate, contraddicendo Governo e Sindaco, vieta la libera fruizione del bene comune primario degli Uffizi, Galleria peraltro elettiva sul nobile tema, proprio nel giorno della Natività, la questione assume decisamente un valore non solamente simbolico, ma drammatico, tanto quanto l’inadeguatezza plateale del MEF nell’ assistere il Parlamento nella fase critica per l’approvazione della Legge di Bilancio.

Adesso, per il Natale, non mi sento di appesantire l’atmosfera, ma dico solo che se non ci adeguiamo all’idea che merito e competenze non passano per compromessi di alcun tipo, non riusciremo a superare la palude che impantana le istituzioni e che impedisce agli eletti di esercitare appieno le proprie responsabilità. E passo al tema della rinascenza, che immagino possa essere rappresentato adesso e nella prospettiva da due opere che l’Italia ha perso fisicamente, ma che deve mantenere moralmente a supporto della propria immagine. Mi riferisco alla Natività di Michelangelo Merisi da Caravaggio, rubata quarantatré anni fa a Palermo e al Salvator Mundi di Leonardo da Vinci, in misterico viaggio nello spazio e nel tempo da circa cinque secoli, tra Milano, Nantes, Londra, New York, Boston e adesso Abu Dhabi, dopo essere stato esitato cinque anni or sono ad un’asta per appena quattrocentocinquanta milioni di dollari. E’ chiaro che dovunque e comunque siano allocate adesso le immortali opere di cotali celeberrimi autori, l’immagine italica viene comunque evidenziata nel suo ruolo di matrice suprema, unica della cultura e dell’arte universale. Dunque, meglio sarebbe se ci fosse appunto adeguatezza nel difendere e valorizzare questa nostra immagine. Chi pensa al Bel Paese lo omologa a chi lo ha fatto grande. E allora? Allora cerchiamo di salvaguardare quel che all’Italia ancora rimane e tutto quello che la deve accreditare come Comunità leader.

Quindi, ricordiamoci con orgoglio di Caravaggio con la sua straordinaria Natività e di Leonardo con il suo insuperabile Salvator Mundi. Non di meno pensiamo a trasferire le risorse su obiettivi strutturali e non effimeri, anche se contingenti. Traiamo tutti vigore e consapevolezza del nostro ruolo dai valori rappresentati, quindi degli onori, ma anche degli ineludibili oneri che ci competono.

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