Attualità

Spende due milioni l’anno per vivere più a lungo

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Alla ricerca di una giovinezza artificiosa

Leggo dai giornali che un milionario americano di 45 anni, Bryan Johnson, spende ogni anno circa due milioni di dollari per seguire le cure di specialisti che gli garantirebbero l’eterna giovinezza o qualcosa di simile. 

Divenuto ricco all’età di appena 30 anni vendendo un una società di elaborazione di pagamenti per 800 milioni di dollari, oggi è diventato il testimonial di un sistema che a suo dire ringiovanisce le persone e lui ne è la prova concreta, avendo un sistema cardiaco di un trentenne, la pelle di un ventenne e, tutto sommato, la forma fisica di un diciottenne.

Insomma è tornato indietro all’età scolare. 

Se qualcuno fosse interessato a questo sistema e avendo, ovviamente, due milioni per le cure annuali che credo non siano rimborsabili dal sistema sanitario nazionale, deve saper che oltre a sganciare ogni anno questo capitale deve anche sottostare ad una serie di passaggi che definire delle supplizi forze è ancora poco. 

Ogni giorno è costretto al controllo di un team di circa trenta medici esperti in medicina rigenerativa che hanno il compito di controllare il suo regime sanitario dalla dieta alla ginnastica, un impegno che lo vede occupato tutta la giornata in una continua ricorsa contro il tempo consumando una dieta di poco meno di duemila calorie nell’arco dell’intera giornata, ogni mattina si sveglia alle 5 e consuma una bella colazione con due pillole di integratori poi in palestra per almeno un’ora e alla fine, come premio, beve un bel succo verde con creatina con peptidi di collagene, tre volte a settimana esercizi di alta intensità e per ultimo andare a dormire sempre alla stessa ora, insomma, come i bambini, ma con una attenzione in più inforcando degli occhiali speciali per bloccare la luce blu per almeno due ore che aiutano il sonno e finalmente, direte, si riposa, ma neanche per idea. 

La notte è connesso a una macchina che monitora continuamente tutta la sua vitalità e mensilmente si sottopone anche a metodi terapeutici mensili per mantenere i risultati ottenuti con tanta fatica, tra cui, tanto per gradire, ecografie, risonanze magnetiche, colonscopie ed esami del sangue, oltre al controllo giornaliero del peso, dell’indice di massa corporea, del grasso corporeo, del glucosio nel sangue e al controllo delle variazioni della frequenza cardiaca.

Tutto questo per perseguire il mito dell’eterna giovinezza e dimostrare al mondo che volendo l’organismo, se ben curato, può ritardare l’invecchiamento sia fisico e sia mentale.

A sovraintendere a questo impegno scientifico c’è un medico, Oliver Zolman, di appena 29 anni, che vuole dimostrare come ogni essere può ridurre almeno del 25 % l’età medica di ogni organo e, riferendosi al suo e, pensiamo, suo unico paziente, dichiara soddisfatto che: “Non c’è persona al mondo che abbia 45 anni cronologici, ma 35 in ogni suo organo“. 

Questo progetto, conosciuto come Project Blueprint, se avrà successo avrà un impatto commerciale nel mondo, tutti, sempre che se lo possano permettere, vorranno tornare alla giovinezza, ma Johnson non è isolato in questa ricerca, sono alcuni anni che altri miliardari americani, del calibro di Peter Thiel e Jeff Bezos insieme con quelli della Silicon Valley, stanno portando avanti progetti nel campo medico finalizzato se non a tornare all’età adolescenziale, almeno arrivare in buona salute a cento anni almeno. 

Leggendo queste notizie mi è venuta alla mente un episodio della nostra grande attrice Anna Magnani che un giorno, durante le riprese di un film doveva essere truccata e l’estetista si stava ingegnando di come togliere dal viso dell’attrice le tante rughe del volto, la stessa attrice, con gesto fermo e deciso la bloccò dicendole: “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. C’ho messo una vita a farmele!”. Erano il segno che aveva vissuto e ora alla sua età non era il momento di imbrogliare la natura con ritocchi bugiardi. 

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