Esteri

Voto all’estero, inizia l’era digitale ?

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di Carlo Saccone

Nei giorni 13 e 14 dicembre è stata realizzata la prima simulazione di voto online per consultazioni elettorali all’estero, con l’utilizzo della piattaforma E-Vote, realizzata dal Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Viminale, in collaborazione con tutte le altre amministrazioni interessate, ovvero il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), l’Agenzia per la Cybersicurezza (Acn) e il Ministero della Giustizia – Corte d’Appello di Roma.   . 

La simulazione é stata finanziata grazie ad un apposito Fondo istituito dalla legge di Bilancio 2020, secondo le modalità disciplinate da specifiche “Linee guida”, approvate con decreto del Ministro dell’Interno del 7 luglio 2021,  adottato di concerto con il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale.

A tale prova hanno partecipato gli italiani residenti all’estero in alcune circoscrizioni consolari presenti nella Comunità europea, come ad esempio Londra, Monaco di Baviera, Stoccolma e Charleroi. 

E’ stata simulata un’elezione politica nella Circoscrizione Estero con la partecipazione sia degli iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), che dei cittadini italiani temporaneamente presenti all’estero per motivi di lavoro, studio o altro.

Per poter esprimere il proprio voto i cittadini dovevano essere in possesso di una identità digitale (CIE, SPID, CNS).

Simulazione voto all’estero online

Questa iniziativa ha coinvolto nella simulazione circa 13.000 connazionali, iscritti nel portale dei servizi consolari (FastIt), previamente informati. 

E’ stata registrata una discreta partecipazione: 2681 elettori digitali si sono autenticati alla piattaforma E-vote e, successivamente, hanno deciso di completare la procedura digitale di voto 2557 elettori per la scheda del Senato e 2596 elettori per quella della Camera.

Più del 70% dei partecipanti alla simulazione appartiene alla fascia di età tra i 20 e i 40 anni e circa il 20% tra i 40 e i 60 anni. 

A Londra si è registrato il maggior numero di partecipanti con un totale di 1534 espressioni di voto.

Gli elettori interessati sono stati previamente informati sulla possibilità di esprimere online il proprio voto attraverso una campagna di comunicazione realizzata dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, con avvisi trasmessi attraverso la posta elettronica e per il tramite degli enti rappresentativi delle comunità degli italiani residenti (Comites).

L’innovativa procedura verrà testata nuovamente in modo graduale e progressivo per verificarne le modalità di funzionamento, l’impatto sul corpo elettorale e i conseguenti riflessi economici ed organizzativi.

Piattaforma E-Vote

Nel decreto del 7 luglio 2021 è specificato che la piattaforma E-Vote è stata sviluppata con il fine di garantire un’agevole comprensione e utilizzo da parte di tutti gli elettori, con informazioni chiare e trasparenti presentate in modo sostanzialmente equivalente rispetto alle altre modalità di votazione,  senza  contenere maggiori informazioni rispetto a quelle presenti nelle schede cartacee e nei manifesti con i nominativi dei candidati ammessi. 

L’obiettivo deve essere, infatti, quello di non influenzare nemmeno indirettamente l’intenzione di voto dell’elettore. 

Le procedure con cui gli elettori sono guidati durante il voto, devono assicurare la sua corretta espressione, prevedendo, a seguito della visualizzazione del suffragio espresso, la conferma della scelta effettuata.

Naturalmente il voto espresso non dovrà essere riconducibile all’elettore. 

A tal fine, il sistema garantirà che le informazioni sui votanti vengano separate da quelle sui voti espressi. Tali informazioni verranno digitalmente “sigillate” e rimarranno del tutto indipendenti e separate. 

Inoltre ogni elettore potrà votare una volta sola per ogni consultazione ed è esclusa la possibilità di esprimere più volte il proprio suffragio.

I voti resteranno pertanto “sigillati” fino al momento dello scrutinio.

Prima di togliere il sigillo, i voti, privi di ogni tracciatura, verranno mescolati al fine di evitare qualsiasi tracciabilità e tutti i dati saranno saranno crittografati. 

Il conteggio verrà attivato solo dopo la chiusura di tutte le operazioni di voto. 

Per le attività di scrutinio verranno utilizzate tecnologie in grado di rilevare eventuali alterazioni nel rispetto della segretezza del voto.

Si tratta indubbiamente di un grande passo vanti verso una “modernizzazione” del voto e si auspica che tale esperimento avrà poi seguito anche sul territorio nazionale.

Infine si riterrebbe opportuno affidare al Governo l’incarico di formulare una nuova normativa, in un’ottica di superamento della Legge Tremaglia, nella quale venga previsto che i cittadini italiani residenti all’estero, al momento della registrazione nella piattaforma E-Vote, dovranno indicare il Comune italiano di appartenenza elettorale, che dovrà essere l’ultimo Comune precedente all’iscrizione all’Aire o, nel caso di cittadini nati all’estero, quello dei propri avi.

In questo modo il cittadino voterebbe per i candidati che si presenteranno nella circoscrizione elettorale italiana di competenza territoriale, eliminando di fatto le circoscrizioni estere.

Questo passaggio favorirebbe il ritorno ad una maggiore connessione tra il cittadino e la sua terra di origine.

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