Economia

Passaggio a Nord est: la nuova rotta polare

• Bookmarks: 1


Nei due maggiori conflitti armati in corso (Ucraina e Ghaza) alla ormai insensata perdita di vite umane, militari e civili, si sta aggiungendo la concreta minaccia di seri danni alle economie di molti paesi europei. Ciò è dovuto principalmente, dopo la crisi energetica, al rallentamento dei flussi commerciali marittimi per le merci provenienti dall’oriente. 

Per questo secondo aspetto, la crisi della striscia di Ghaza, dopo la sospensione delle trattative per l’estensione degli Accordi di Abramo, ha prodotto il drammatico rallentamento del traffico delle navi che transitano per il Canale di Suez, come conseguenza degli attacchi di pirateria registrati ad opera dei ribelli Houti manovrati da Teheran.

Molte compagnie di navigazione, per non rischiare la perdita del carico delle loro navi preferiscono ormai circumnavigare l’Africa per arrivare in Europa. L’Italia è tra i paesi più danneggiati, perché i flussi commerciali scartano il Mediterraneo. Così noi Italiani stiamo lentamente perdendo il vantaggio di essere il primo paese europeo di rilievo che si incontra provenendo per mare da Suez. 

L’enorme lievitazione dei costi per i noli marittimi sta provocando un inevitabile aumento del costo della vita in Europa, causando un’imprevista impennata del costo della vita, coinvolgendo in negativo i già critici bilanci di molte famiglie, soprattutto quelle a reddito minimo che rischiano di ingrossare le già crescenti schiere di quanti rischiano di varcare la soglia di povertà.

Questo quadro drammaticamente critico fa séguito alla crisi energetica provocata da tempo dalla crisi in Ucraina, che ha rischiato di tagliare le gambe all’Europa, che dipendeva molto dai rifornimenti di metano provenienti dalla Russia.

Un anno fa abbiamo rischiato di rimanere congelati nelle nostre case, ma fortunatamente i Russi non hanno mai dato seguito alle minacce di chiudere completamente il flusso del gas. Siamo così usciti da una possibile emergenza, anche grazie al contributo, non disinteressato, degli Americani che hanno iniziato a farci arrivare il gas liquefatto prodotto da loro, che l’Europa aveva prima sempre rifiutato di ricevere, perché più costoso, dal presidente Obama.  

L’emarginazione del Mediterraneo – ora per la precitata crisi di Suez, ma prima anche per una fallimentare politica italiana sul riassetto dei nostri principali porti – rischia di continuare ed aggravarsi in futuro a causa della apertura delle rotte artiche.

Il progressivo scongelamento dei ghiacci dell’emisfero Nord sta infatti aprendo la possibilità che tutte le merci provenienti dall’Estremo Oriente siano trasferite in Europa, percorrendo l’Oceano Artico (prevalentemente sotto il controllo russo), seguendo una rotta che per sei mesi l’anno consente, rispetto alla rotta per Suez, percorrenze enormemente più brevi e quindi molto più economiche.

Di questa semestrale drastica variazione dei flussi del traffico marittimo potranno avvantaggiarsi alcuni porti nordeuropei, soprattutto Amburgo, che aspira a mettere in discussione il predominio di Rotterdam.

La nuova Europa – che, a dispetto degli Inglesi, è destinata lentamente a federarsi sempre di più, affermandosi probabilmente in futuro come possibile protagonista geopolitico continentale dopo Stati Uniti e Cina – vedrà la Germania, dopo la crisi per la momentanea stagnazione che sta subendo, confermarsi la locomotiva che è sempre stata. Alla riacquisizione di questo ruolo i Tedeschi arriveranno quando, dopo l’auspicabile cessate il fuoco in Ucraina, faranno valere la loro posizione strategica di avamposto europeo verso il continente asiatico. 

La nuova Via della Seta, che noi Italiani siamo stati costretti, suicidandoci, a rinviare sine die, sta per essere rilanciata dalla Germania con il rafforzamento del porto di Amburgo (con partecipazione cinese) e con la conferma del già operante porto fluviale di Duisburg, che rappresenta il terminale obbligato per buona parte del traffico ferroviario dall’Estremo Oriente, già avviato ed oggi in fase di completamento a cura dei Cinesi con linee ad alta velocità che attraversano tutta l’Asia.

Gli enormi progressi che subiranno i flussi commerciali da Oriente a Occidente e viceversa consentirà all’Europa intera, con buona pace di chi non le vuole bene, di contribuire al rafforzamento della pace auspicato da tutti.

Questo processo oggi già iniziato dovrà vedere gli Italiani ritornare finalmente ad essere coprotagonisti.          

bookmark icon