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La Terra è piatta o almeno lo era milioni di anni fa

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Qualche anno fa avevo scritto un articolo sui ‘terrapiattisti’, coloro che hanno la convinzione che il nostro pianeta sia piatto e che solo un complotto internazionale vuole farci credere che non sia così, un po’ come nel famoso film con Jim Carrey in ‘Truman Show’ dove tutto era finto e manipolato, ecco, praticamente viviamo in una Terra piatta, ma che ci fanno credere sia sferica. 

Il motivo di questa cospirazione, sinceramente non l’ho capita, ma questo preambolo per dire che forse torto completo non hanno, ma, attenzione, solo molto in parte, come vedremo, e in un lontano, anzi, lontanissimo passato di milioni di anni. 

In una ricostruzione ad alta tecnologia, utilizzando i computer più potenti al mondo, un team di scienziati ha ricostruito, attraverso una montagna di dati una montagna di dati e oltre mezzo milioni di ore di lavoro, la formazione dei pianeti lasciando di stucco i suoi ricercatori; invece di trovarsi come sembrava logico una sfera formata di gas, si sono trovati con una forma tipo le famose caramelle Smarties, assai piatti ai poli di circa il 90% 

A darne prova è, tra le altre, la forma che il nostro pianeta ha ancora oggi ai suoi poli un appiattimento per una estensione di circa 13 mila chilometri di diametro, forse in ricordo della loro forma primaria, un elemento ancora più evidente che riscontriamo anche su Giove e Saturno come in altre conformazioni planetarie. 

L’appiattimento estremo però accadeva, sempre secondo la ricostruzione, appena cinque milioni di anni fa, un vero battito di ciglia rispetto all’età dell’Universo datato intorni ai 4.5 miliardi. Questo studio ha una finalità certamente ben più ampia che trovare le caramelle Smarties nello spazio, ma capire meglio come nacquero i pianeti e l’intero sistema spaziale.

Come ogni ricerca che si rispetta alla fine sono nate due ipotesi: quella dell’accrescimento del nucleo” nel quale si sostiene lo sviluppo graduale quando semplici polveri si unirono per creare strutture sempre più complesse nei milioni di anni. 

La seconda ipotesi, forse più complessa, parla di instabilità del disco” dove i pianeti si formano in tempi assai brevi, sempre in confronto con i tempi dell’Universo, attraverso gas e polveri che ruotano intorno ad una stella divenendo instabili a causa della rotazione veloce dando vita ai proto pianeti. 

Fatte queste due ipotesi, gli scienziati affermano che i corpi celesti nascono “piatti” perché si modellano all’interno di un disco rotante. 

Per comprendere meglio è stato fatto anche l’esempio di un pizzaiolo che fa girare una palla di pasta per la pizza facendola, a causa della rotazione veloce, diventare un disco, così la forza il movimento rotatorio del gas e della polvere che modellano il nucleo di un pianeta si accresce e si appiattisce. 

Ma allora quando i pianeti assumono la loro forma sferica? 

Solo molto più tardi, quando gas e altra materia si collocano sui poli nord e sud più rapidamente che nella fascia equatoriale. Una volta illustrate queste ipotesi la cosiddetta prova del nove può darla solo il James Webb Telescope, che recentemente ha aperto nuovi orizzonti per l’astronomia con raggi infrarossi e a tecnologie di progettazione d’avanguardia. Grazie alle sue immagini, potremo dire se la formazione dei pianeti si è svolta partendo da una forma di caramella appiattita o da una sfera. Una conferma della massima importanza per capire almeno in parte la nascita del nostro universo e a quel punto i terrapiattisti se ne faranno una ragione.

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