Esteri

ELEZIONI EUROPEE E NOMINE

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Gli Organi dell’Unione Europea

di Gianfranco Caprioli

L’eco del confronto ideologico registrato nelle elezioni per il Parlamento europeo cavalca ora l’onda delle trattative per le nomine ai vertici delle Istituzioni comunitarie. La cronaca pone l’accento sulle rivendicazioni dei diversi schieramenti politici e sulle aspettative dei singoli Stati. In effetti, si tratta di “top Jobs” importanti per la definizione delle strategie e del bilancio della UE.

Tuttavia, non risulta semplice districarsi non solo fra le cifre, ma sulla loro stessa natura. Sono spesso accusati di essere pletorici e con competenze non ben definite con conseguenti lungaggini e burocratismi. A seguire quindi poche notizie quindi per chi si fosse distratto. E per evitare una tediosa lista faremo un elenco generale e, in questa sede, limiteremo la trattazione al Consiglio. Ma quale?

Gli Organi dell’unione Europea sono:

Parlamento Europeo – per il quale abbiamo votato l’8 e il 9 giugno uu. ss.

Consiglio Europeo

Consiglio della UE, normalmente citato come “Consiglio”

Commissione Europea

Corte di Giustizia dell’Unione europea

Banca Centrale Europea

Corte dei Conti

Il Consiglio pone problemi specifici di chiarezza perché nella UE operano due Consigli con composizione e competenze diverse. Evitiamo di considerare il Consiglio d’Europa, con sede a Strasburgo perché non è un Organo della UE, ma un’organizzazione internazionale che promuove la democrazia e i diritti umani. E’ stato fondato il 5 maggio 1949, con il trattato di Londra e conta 46 stati membri, fra i quali i 27 della UE.

Il CONSIGLIO EUROPEO è invece composto dai capi di stato o di governo dei 27 Paesi membri ed è l’Organo che adotta le decisioni strategiche e le linee guida dell’Unione (Trattato di Lisbona del 2007). Oltre ai Capi di Stato e di Governo, ne fanno parte il Presidente del Consiglio stesso e il Presidente della Commissione europea. Il Presidente è eletto dallo stesso Consiglio e l’incarico ha una durata di due anni e mezzo e può essere rinnovato una sola volta. Alle riunioni prendono parte anche l’Alto Rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.

Il Consiglio si riunisce ogni semestre. Ha competenza anche nella nomina di alti incarichi della UE: Elezione del Presidente del Consiglio europeo – Potere di proposta del Presidente della Commissione europea – Nomina dell’Alto Rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza – Nomina del Collegio dei Commissari e del Comitato esecutivo, nonché del Presidente della Banca Centrale Europea.

Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA, di norma citato semplicemente come “Consiglio” è composto da Ministri (a seconda delle materie) in rappresentanza degli Stati Membri. La composizione intergovernativa dei due Organi di vertice della UE rende pleonastico sottolineare la preponderanza degli Stati Membri nell’organizzazione e nel funzionamento della UE, ma evidenzia anche la loro concreta responsabilità nelle decisioni comunitarie, spesso ribaltata sulla sola Commissione UE.

Le funzioni più importanti sonola legislativa e quella di bilancio, esercitate congiuntamente con il Parlamento.

La Presidenza è attribuita ogni sei mesi ad ognuno degli Stati Membri, fin dal 1958. L’ordine dell’alternanza è stato fissato da una decisione del Consiglio del 26 luglio 2015, valida fino al 2030.

Il Presidente presiede e prepara le riunioni in collaborazione con la Commissione Europea. Rappresenta l’Unione in politica estera e di sicurezza comune, tenendo conto delle attribuzioni dell’Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la politica di sicurezza. La ripartizione delle competenze può apparire artificiosa, ma è ben nota l’importanza nelle organizzazioni complesse di stabilire indispensabili interconnessioni, oggi peraltro facilitate dall’evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione.

Per chiarirci le idee possiamo dire che il Consiglio Europeo è il vero vertice politico, composto, come detto dai Rappresentanti degli Stati, cui, in ultima analisi, compete la determinazione delle priorità, gli indirizzi strategici, i ritmi di integrazione della UE.

All’interno del Consiglio operano gruppi tecnici (oggi 10), specializzati per materia. È previsto un Segretario Generale, assistito da una Commissione permanente dei Rappresentanti cioè i capi delle Delegazioni nazionali presso la UE (Coreper).

La parola Coreper sta ad indicare sia colui che coordina e prepara i lavori delle riunioni del Consiglio e tenta di trovare al proprio livello un accordo che sarà poi presentato allo stesso per la sua valutazione e decisione finale, che quel principio di legalità, sussidiarietà, proporzionalità e motivazione che deve esserci in tutti gli atti.

Merita di essere sottolineata l’importanza della funzione legislativa, assolta in cooperazione con il Parlamento, anche se in alcune materie il Consiglio ha competenza esclusiva.

Indicativa della preminenza degli Stati membri è l’elenco delle materie di competenza del Consiglio Europeo: politica economica e di bilancio; Istruzione, cultura, gioventù e sport, occupazione, politica estera e di sicurezza comune, accordi internazionali e approvazione del bilancio comunitario.

Le decisioni vengono prese con il criterio del Consenso (cioè all’unanimità). Pochi sono ancora i casi nei quali si ricorre alla maggioranza qualificata. Il Consiglio (ministri) della Ue vota in genere a maggioranza qualificata, basata su due parametri: gli Stati ( 55%) e la popolazione(65%).

In chiusura, sia consentito, un “dérapage” controllato, a latere della descrizione dell’Organigramma UE, per avanzare un auspicio.

Il panorama internazionale appare preda di convulsioni autarchiche, di radicalizzazioni difficili da ricondurre negli alvei diplomatici. Una profonda crisi rispetto all’ordine concordato nel dopoguerra. Però, etimologicamente la parola crisi implica scelte, decisioni.

Potrebbe apparire paradossale, ma la pur limitata maggioranza nel nuovo Parlamento Europeo potrebbe cogliere proprio questo periodo di smarrimento per proporre un deciso rilancio dell’integrazione europea sulla base delle indicazioni fornite dal Rapporto Letta e delle soluzioni auspicate dal Presidente Draghi. Due figure, italiane, di grande esperienza e professionalità, largamente stimate anche a livello comunitario.

Un nuovo slancio, che integri i settori economici, ancora frammentati a livello nazionale, potrebbe facilitare anche l’accoglimento delle richieste critiche che rivendicano più attenzione ai problemi nazionali, evitando il risorgere di conflitti derivanti da interessi nazionalistici contrapposti.

Un rilancio, concreto, non utopistico, non solo permetterebbe vantaggiose economie di scala, ma eleverebbe l’Europa ad un rango, anche politico, di faro di democrazia e di diritti civili.

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