
Il Direttore Generale della FAO, Qu Dongyu, ha dichiarato ai Ministri degli Esteri del G20 riuniti a Johannesburg che la sicurezza alimentare è cruciale per la pace, la stabilità e la dignità umana.
Secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, 733 milioni di persone soffrono di fame cronica, 2,3 miliardi sono insicuri dal punto di vista alimentare e 2,8 miliardi non hanno accesso a diete salutari.
I conflitti, come quelli in Sahel, Haiti, Ucraina e Gaza, sono tra le principali minacce alla sicurezza alimentare, con il deterioramento dei sistemi agroalimentari che accelera la crisi economica e alimenta il conflitto.
Inoltre, eventi climatici estremi, come temperature in aumento e malattie, complicano ulteriormente la situazione, accelerando la migrazione e minacciando gli sforzi per eliminare la fame entro il 2030.
Quindi, l’accesso disuguale a risorse naturali, innovazione e diete sane aggrava le disuguaglianze globali. La FAO sottolinea che il commercio internazionale svolge un ruolo fondamentale nell’assicurare che il cibo possa muoversi efficientemente tra le regioni in surplus e quelle in deficit.
Gli USA non partecipano al G20 in Sudafrica
Il Segretario di Stato USA ha annunciato che non parteciperà al summit del G20 come protesta contro la legge sudafricana sull’esproprio delle terre incolte, definendo il Sudafrica un paese che “sta facendo cose molto brutte” in relazione alle sue politiche di solidarietà, uguaglianza e sostenibilità.
Anche Donald Trump aveva criticato il governo sudafricano, minacciando di tagliare i fondi annuali da 450 milioni di dollari finché non fosse stata completata un’inchiesta sul Land Expropriation Act, una legge che consente l’esproprio senza risarcimento per terreni incolti o abbandonati, definita da Trump una “violazione dei diritti umani”.
La legge, che ha suscitato forti polemiche, mira a redistribuire la terra per rispondere alle rivendicazioni della maggioranza nera, dato che la minoranza bianca, pur rappresentando, secondo i dati del governo, meno dell’8% della popolazione, possiede ancora il 72% delle terre agricole.
Il governo di Pretoria ha risposto affermando di essere un paese democratico.
