In breve

Recensione Tutti i miei fantasmi

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Tutti i miei fantasmi 
Uwe Timm
Romanzo
Sellerio Palermo 
2025 (orig. 2023)
Traduzione di Matteo Galli
Pag. 323 euro 16

Germania, Amburgo. Marzo 1955. Poco dopo aver ottenuto il diploma di terza media e poco prima del suo quindicesimo compleanno, un ragazzino va col babbo (sono appena tornati in città, ancora in rovina) a trovare Erich Levermann, un imprenditore autonomo (la loro con dodici impiegati e un autista) da un altro imprenditore anche lui pellicciaio ma meno piccolo (una sessantina), a metà tra il pregiato artigianato e la manifattura industriale. Il babbo, pur amando i libri, sa delle difficoltà ortografiche del figlio e pensa sia preferibile diventare buon apprendista che cattivo ginnasiale. Uwe Timm (Amburgo, 1940) racconta questa volta, con “Tutti i miei fantasmi”, la crescita del protagonista narratore (in prima al passato) negli propri anni del dopoguerra, che corrono dall’adolescenza all’università, emozioni personali e contesto culturale, socialismo e jazz, personaggi affascinanti e primi amori (Lilith), un tempo di ricostruzione per generazioni dense di memoria e vogliose di futuro. 

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