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La democrazia muore con le manette

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In Europa, i governi stanno intensificando la repressione contro le ONG. Un esempio evidente di questo è la Georgia, dove il governo ha introdotto leggi che mirano a controllare i finanziamenti alle ONG, limitando così la loro influenza.

Questo modello sta diventando comune anche in altri paesi autoritari come Ungheria, Turchia e Azerbaigian, dove le voci critiche vengono silenziate tramite leggi repressive, minacce e violenze. La giustificazione ufficiale è la sicurezza nazionale, ma in realtà si tratta di un pretesto per consolidare il potere e sopprimere il dissenso.

Tuttavia, anche all’interno dell’Unione Europea si stanno verificando tendenze simili, come in Francia, dove le restrizioni sulle libertà di espressione e manifestazione hanno suscitato preoccupazioni. Recentemente, in Germania, è stato avviato un interrogatorio parlamentare sui finanziamenti delle ONG che si oppongono all’estrema destra, accusandole di interferire nella politica. Questo atteggiamento è percepito da molti come un tentativo di intimidazione politica.

Nonostante queste difficoltà, le ONG mostrano grande resilienza. Un esempio è l’Ucraina, dove la società civile ha svolto un ruolo cruciale nella resistenza all’aggressione russa e nel sostenere la democrazia. Le ONG sono fondamentali per la democrazia in Europa, poiché amplificano voci diverse e favoriscono la partecipazione civica.

Tuttavia, la società civile da sola non basta per contrastare le pressioni autoritarie. La Corte Europea dei Diritti Umani e altre istituzioni del Consiglio d’Europa devono essere rafforzate per proteggere i diritti civili. La capacità di influenzare la politica europea dipenderà dalla volontà di agire concretamente per difendere la democrazia e i diritti.

Di Ingmar Naumann – IPS Journal

umani.

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