
Le tecnologie emergenti stanno avendo un impatto significativo sul sistema educativo in vari modi.
Il saggio di Mario Caligiuri, coglie ancora una volta nel segno, evidenziando come la crisi della democrazia in Italia sia legata al declino del sistema educativo, colpito dall’indifferenza istituzionale e dall’impatto dei media moderni.
L’accesso a notizie non verificate alimenta la disinformazione e mina il pensiero critico. Un fenomeno, che non è solo mediatico ma affonda le radici nel sistema politico, crea un’istruzione conformista e una narrazione distorta della realtà, rendendo le persone vulnerabili a manipolazioni.
In un contesto di guerra cognitiva, l’istruzione diventa cruciale per la democrazia. È necessario investire nel discernimento dei cittadini, un’urgenza che non può essere trascurata. Scuole e università, una volta monopoliste della conoscenza, ora si trovano in difficoltà a causa dell’influenza dei social media, che hanno preso il loro posto come principali fonti educative, contribuendo alla “società della disinformazione”.
La percezione della realtà viene distorta, e le persone tendono a cercare informazioni che confermano le loro convinzioni, escludendo altre. In questo contesto, l’informazione diventa un’arma strategica. Caligiuri avverte che la disinformazione non è solo quella esterna, ma anche quella prodotta internamente dai governi e dalle multinazionali, amplificata dai media.
Per affrontare le sfide poste dall’intelligenza artificiale, è fondamentale sviluppare un pensiero critico. Gli attori chiave in questa “resistenza” sono le istituzioni educative, soprattutto le università, e la riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali. Comprendere la disinformazione è essenziale per migliorare la democrazia, e l’educazione rappresenta il tema centrale per le democrazie del XXI secolo.
Scheda: MALEDUCATI Educazione, disinformazione e democrazia in Italia, Mario Caligiuri (ed. Luiss University Press)
