
La ricerca “Generazioni” dell’Osservatorio per la Sostenibilità Digitale ha analizzato le differenze tra generazioni nell’uso della tecnologia e l’impegno per la sostenibilità.
I dati sono stati presentati nell’ambito della quarta edizione del convegno “Digital Sustainability Day 2025”, della Fondazione per la Sostenibilità Digitale, presso l’Università “La Sapienza” di Roma.
Sebbene i giovani siano più coinvolti nella sostenibilità, non sempre adottano tecnologie digitali sostenibili. La Generazione Z e i Millennials sono più consapevoli dei temi ambientali e digitali, ma i Baby Boomers, pur meno digitalizzati, considerano il cambiamento climatico una priorità.
Inoltre, emerge una forte disparità nella conoscenza e nell’uso delle tecnologie tra le generazioni, con i giovani più competenti e i più anziani più diffidenti verso il digitale. La ricerca suggerisce che, nonostante l’interesse per la sostenibilità, la transizione digitale varia significativamente tra le generazioni e richiede politiche mirate per ridurre il divario nelle competenze e nelle azioni sostenibili.
Stefano Epifani, Presidente della Fondazione, ha sottolineato che le generazioni percepiscono e utilizzano il digitale in modo diverso, sfatando alcuni miti sui giovani e la sostenibilità. “Il nostro obiettivo è stato quello di comprendere come il rapporto con il digitale cambi in base all’età e quali siano le sfide e le opportunità che ne derivano. Il risultato è che non esiste un’unica transizione digitale, ma percorsi differenti a seconda delle generazioni, ognuno con le proprie peculiarità e criticità. E con queste, peraltro, i numeri sfatano alcune convinzioni consolidate sulla percezione e il punto di vista dei giovani su sostenibilità e digitalizzazione”.
