
di P.F.S
Il Prof. Caligiuri, “Presidente della Società Italiana di Intelligence” e Direttore del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, ci informa della lezione tenuta il 19 aprile da Romano Benini: “L’intelligence del potere cortigiano e del futuro artigianale. Studiare a fondo per capire il mondo”.
La lectio di Benini, analizza il tema del potere e spiega come le scelte individuali siano influenzate da condizionamenti, e, come molti credano erroneamente di essere liberi, pur essendo schiavi di fattori occulti.
Benini denuncia il carattere cortigiano del potere in Italia, caratterizzato da influenze occulte, favoritismi e corruzione, a differenza del potere “artigiano e culturale”, un “soft power” legato alla creatività e al patrimonio di competenze italiane.
Il docente distingue tra il potere economico italiano, limitato dal politico, e il sistema produttivo italiano, basato sulla trasformazione dei materiali e sulla qualità artigianale, spesso frenato da ostacoli burocratici e cortigiani, ed evidenzia le criticità che incontra la finanza creativa.
In sintesi, sottolinea il rapporto negativo esistente tra il potere cortigiano e quello generativo, dove il valore civile si sposta dalla produzione al consumo. Benini ha ripercorso le radici storiche di queste dinamiche, dall’antica Roma al Medioevo, fino ai giorni nostri, evidenziando schemi sociali ed economici che si ripetono. Ricorda l’importanza della conoscenza storica e culturale per comprendere le sfide attuali, giacché ignorare la storia equivale a non capire i propri bisogni.
Il relatore si è poi concentrato sulla globalizzazione, criticando la prevalenza della finanza sulla produzione – una realtà che ha indebolito l’innovazione in Italia – e ha proseguito parlando di intelligence come capacità predittiva, basata su analisi approfondite. Un approfondimento che è fondamentale per affrontare tanto le crisi, quanto i cambiamenti.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale, quale ad es. ChatGPT che viene vista come uno strumento sostitutivo, ma che, se non viene correttamente gestito, produce risultati poco affidabili, se non errati.
Romano Benini ha concluso sostenendo che proprio alla luce di tutto ciò è indispensabile rafforzare l’intelligenza umana e sviluppare capacità analitiche e multidisciplinari, per superare i momenti di crisi, e, citando Gramsci, ha affermando che il mondo sta attraversando una fase di transizione incerta.
In tale contesto l’intelligence può contribuire a costruire una consapevolezza globale ed evitare che il cambiamento in atto porti, per mancanza di studio e conoscenza, a un mondo di sudditi.
Re melius perpensa, ci sovviene la celebre terzina dantesca: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.
