
Il tallone da killer
Alessandro Robecchi
Noir
Sellerio Palermo
2025
Pag. 334 euro 16
Milano. Gennaio 2025. Non sappiamo come si chiamano quei due, il nome dei documenti e l’aspetto si adattano di continuo alle situazioni, fanno i killer professionisti per chi paga. Li conosciamo come il Biondo e L’uomo con la cravatta, effettivamente sono abbastanza diversi. Il primo non è sposato, ha delle fidanzate tattiche e intercambiabili che non fanno domande (una sex worker particolarmente cara); usa il coltello da marine, spara normalmente con una Sig Sauer P210 (nove millimetri) e una piccola Colt nelle emergenze; ha il sangue freddo di un cobra e può staccarti il lobo di un orecchio da 150 metri. Il secondo ha studiato economia; è sposato con Marta (in vent’anni mai festeggiato San Valentino), che crede sia un venditore di strumenti meccanici di precisione, una specie di mago nel suo ramo, quello che le aziende chiamano all’improvviso per guasti e problemi da risolvere; hanno un figlio, l’adolescente Mattia (quarta liceo); lui usa due Glock, una G17 e una G26; ne curano la manutenzione con artigianato artistico. Ora stanno discutendo di marketing, sono imprenditori previdenti, alle prese con la concorrenza, con le insidie del mercato, con le spese di gestione, attenti alla sicurezza del lavoro. Il 2024 non è andato benissimo, solo quattro contratti, per un incasso complessivo di un milione e duecentomila, ma le uscite sono molto alte. Li contattano tramite necrologi, grazie al passaparola di precedenti clienti, ora un annuncio propone un appuntamento per il 17 gennaio alle 11 presso la parrocchia di Sant’Ignazio di Loyola, decidono di distribuirsi i documenti di Adolfo Specchiali, nato a Viterbo il 30 maggio 1981 e di Carlo Torelli, nato a Como il 20 gennaio 1976. Il contratto sembra facile ma maturano vari dubbi, scoprono un cliente poco affidabile e una potenziale vittima con altri che vogliono ucciderlo. Poi s’inserisce un altro incarico, un obiettivo arcimilionario che potrebbe costituire un salto di qualità professionale. Solo che dovranno ammazzare a destra e a manca e rischiare parecchio per sopravvivere e guadagnare. Dura la vita anche per i non troppo buoni, pur dotati di etica e simpatia.
Il giornalista (spesso argutamente radicale e satirico), autore televisivo (con Crozza dal 2007) e affermato scrittore Alessandro Robecchi (Milano, 1960) dedica finalmente un’intera esclusiva opera ai due killer già comparsi in un romanzo (il primo della serie Monterossi nel 2014) e in alcuni racconti. Particolarmente godibili i continui dialoghi fra loro, acuti e scarni. Hanno chiamato la loro ditta Snap srl, non possono mettere un cartello fuori dall’ufficio con la scritta: “omicidi di alta gamma dal 2013”. Nemmeno per ottenere un mercato più remunerativo. Essere solo in due è il loro primo tallone d’Achille, sono consapevoli dei vantaggi ma anche dei limiti per la carriera. Ben presto, il secondo tallone diventa proprio il necessitato turbolento incontro con una collega: dopo un intoppo si sono messi “in casa” una sconosciuta che fa lavoretti da due soldi, spacca la testa alla gente con una pala, e magari li fotterebbe entrambi per qualche migliaia di euro. La sicurezza è sempre stata una regola imprescindibile, adesso rischia di diventare un problema (da cui il titolo). La donna killer, sui quarantacinque o cinquant’anni, non attraente ma nemmeno brutta, si rivelerà migliore del previsto, multiforme e poliedrica, forse una Francesca Aroldi, tendenzialmente una socia. La narrazione è in terza persona al presente, allegramente tragicamente “noir”, fissa sui due: quando sono insieme, quando lavorano separati, quando fanno le loro altre vite. La gente crede che i killer siano tutti persone ignoranti, ma è un luogo comune: dopo aver fatto l’amore con la ragazza che più amorevolmente frequenta al Biondo viene in mente il verso di una poesia (Majakovskij, credo). Ventinove palpitanti imprevedibili capitoli. Spesso whisky, ovviamente, anche un single malt dall’aria preziosa, ma pure Sassicaia del 2020 e Ribolla Gialla, con cura relazionale.
