
Il conflitto tra India e Pakistan, nato dalla spartizione del 1947, ha conosciuto una nuova escalation nel 2025 a seguito dell’attacco terroristico a Pahalgam, nel Kashmir indiano, che ha causato 26 vittime. L’India ha reagito con l’”Operazione Sindoor”, colpendo presunti obiettivi terroristici in territorio pakistano. Le tensioni, alimentate da anni di scontri, accuse reciproche e violazioni del cessate il fuoco lungo la Linea di Controllo (LOC), sono ora più alte che mai.
Storicamente, il Kashmir è sempre stato il centro della disputa. Dopo l’adesione forzata del maharaja all’India nel 1947, seguirono tre guerre e una corsa agli armamenti nucleari. Negli anni ’90, il Pakistan ha sfruttato la resistenza locale per minare la presenza indiana, generando decenni di violenze. Attacchi come quello di Mumbai nel 2008 e di Uri nel 2016 hanno intensificato la rivalità. Nel 2019, la revoca dell’autonomia del Kashmir da parte di Nuova Delhi ha ulteriormente infiammato gli animi.
Nel 2024 e 2025, attacchi mirati a turisti e lavoratori indiani hanno provocato nuove rappresaglie. L’India ha sospeso accordi bilaterali e intensificato la presenza militare, mentre il Pakistan ha risposto chiudendo lo spazio aereo e minacciando ritorsioni. Il rischio di un conflitto aperto tra due potenze nucleari preoccupa la comunità internazionale, mentre la regione resta in un pericoloso equilibrio armato.
Leggi articolo integrale su Othernews
