Economia

La Cina guida il distacco del Sud America dagli Stati Uniti

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Negli ultimi due decenni, il Sud America ha iniziato un processo di progressiva separazione economica dagli Stati Uniti, spinto dal crescente legame commerciale con la Cina. Il blocco Mercosur ha firmato un accordo di libero scambio con l’Unione Europea, mentre il Cile cerca un’intesa con l’India. Questo nuovo orientamento riflette il declino dell’influenza americana, indebolita da politiche protezioniste, guerre esterne e crisi interne, come l’epidemia di oppioidi.

In contrasto, la Cina ha aumentato la sua presenza nella regione con la Belt and Road Initiative, finanziando porti, dighe e infrastrutture digitali.

Il porto peruviano di Chancay e l’acciaieria El Mutún in Bolivia sono esempi di questa espansione. Dal 2020, la Cina è diventata il principale partner commerciale della regione, favorita dalla sua domanda di materie prime e dalla volontà di offrire investimenti a lungo termine.

Il boom commerciale ha ridotto drasticamente la povertà in Sud America, con il tasso sceso dal 27% al 12% tra il 2000 e il 2014. L’India, sebbene meno influente, cerca anch’essa di inserirsi con accordi strategici. In questo contesto multipolare, il Sud America punta a una maggiore autonomia economica, affrancandosi dalla storica dipendenza dal “Colosso del Nord”.

Anche se resta dipendente dalle esportazioni di materie prime, il continente ha oggi più opzioni economiche e politiche rispetto al passato. In un mondo globale in trasformazione, il Sud America sembra avviato verso un futuro più equilibrato e meno legato all’egemonia statunitense.

Leggi l’articolo integrale di John R Bawden (Asia Times): La Cina apre la strada alla separazione del Sud America dagli Stati Uniti

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