
È stato pubblicato il nuovo Rapporto dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, che fotografa la situazione delle strutture ricettive religiose e non-profit in Italia, dedicate a chi viaggia per motivi spirituali, turistici, di lavoro o studio.
L’indagine riguarda realtà come Case per Ferie, Conventi, Monasteri, Istituti, Residenze universitarie e simili. Oggi il settore conta circa 190.000 posti letto distribuiti in 2.940 strutture, un numero in leggera diminuzione a causa della riconversione di alcuni edifici in RSA, vista la crescente esigenza di accoglienza per anziani.
Il Lazio guida la classifica della disponibilità, con Roma in prima linea anche grazie al Giubileo, offrendo quasi 33.000 posti letto in oltre 500 strutture. Seguono il Veneto, la Lombardia e l’Emilia-Romagna.
Tuttavia, se si osservano i dati in rapporto alla popolazione, emergono regioni come la Valle d’Aosta, con un posto letto ogni 39 abitanti, l’Umbria, il Trentino-Alto Adige e le Marche.
Il settore ha compiuto passi avanti anche sul fronte tecnologico: il 70% delle strutture offre Wi-Fi, mentre alcune scelgono volutamente di restare offline, offrendo esperienze di disconnessione in contesti naturali e tranquilli. Quasi la metà delle strutture offre inoltre formule con pensione completa o mezza pensione, valorizzando le tradizioni culinarie locali, arricchite dalla presenza di religiosi di diverse culture.
Secondo Fabio Rocchi, presidente dell’associazione, l’ospitalità religiosa resta un ambito poco noto ma ricco di potenziale, capace di innovarsi senza tradire la propria missione di solidarietà. I ricavi vengono infatti reinvestiti in opere caritatevoli e sociali, in Italia e nel mondo, rendendo questa forma di accoglienza unica nel suo genere e aperta a tutti, credenti e non.
