
Nel recente vertice dei ministri degli Esteri BRICS che si è svolto a Rio, a fine aprile e anticipando il summit dei leader, previsto il 6 e 7 luglio sempre a Rio de Janeiro, i dieci membri hanno ribadito l’impegno verso il multilateralismo e la pace globale, nonostante le provocazioni del governo Trump. Come riportato da Lettieri e Raimondi, si è discusso della riforma delle istituzioni internazionali per una governance più equa e del ruolo centrale del Sud globale. Anche paesi partner come Cuba e Nigeria hanno preso parte all’incontro. Tuttavia, la mancata firma congiunta del documento finale è dipesa da divergenze africane sulla riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Viene anche sostenuta la riforma dell’OMC, denunciando il ritorno al protezionismo e sottolineando la necessità di meccanismi di pagamento alternativi, come il BRICS Clear, per ridurre la dipendenza dal dollaro. Le valute locali coprono ormai il 65% degli scambi interni. Il Brasile, paese ospitante, ha evidenziato i rischi di conflitti regionali e l’importanza del dialogo.
Xi Jinping ha elogiato la New Development Bank, guidata da Dilma Rousseff, come pilastro della cooperazione Sud-Sud. La banca ha già approvato 120 progetti per 40 miliardi di dollari. In conclusione, i BRICS si sono mostrati uniti e determinati a proseguire il loro cammino senza farsi intimidire dagli Stati Uniti.
(Tratto da un articolo di Mario Lettieri e Paolo Raimondi/Aise)
