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Recensione Giovanni Berlinguer

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Giovanni Berlinguer. Gli studi e l’impegno politico 
Sebastian Mattei e Fabrizio Rufo
Biografia, Storia
Carocci Roma
Pag. 183 euro 21
2024 

Sardegna, Roma, Terra. Città e periferie, borgate e istituzioni. Da cento anni fa in avanti. E oltre. Giovanni Berlinguer nacque a Sassari alle 6 e 20 di mercoledì 9 luglio 1924, secondogenito di Mario (1891 – 1969), avvocato antifascista, pure giornalista e poi parlamentare (dal 1924 al 1926, eletto nelle liste dell’opposizione costituzionale, dopo l’Aventino si ritirò a vita privata), e di Mariuccia Loriga, figlia di Giuseppina Sarta Bianca e del celebre igienista Giovanni, una figura che rivestirà un ruolo centrale nell’avvicinamento del nipote ai temi della scienza e della medicina sociale. Come noto, il futuro segretario del Partito Comunista Italiano era il suo fratello maggiore Enrico, di due anni più grande (nato il 25 maggio 1922). Entrambi divenne ben presto comunisti italiani, Giovanni attivo soprattutto nella definizione di aggiornate politiche sanitarie. Scrittore di articoli, tesi e saggi sulle condizioni sanitarie e demografiche delle popolazioni nelle città; medico e docente universitario, autore di nuove ricerche e indagini sulle malattie derivanti da lavori particolarmente usuranti, sulle pulci e altri parassiti, sulle prime campagne di vaccinazione; ecologista scientifico della prima ora, sempre più indirizzato sulla bioetica; deputato italiano dal 1972 al 1983, senatore dal 1983 al 1992, europarlamentare dal 2004 al 2009, Giovanni Berlinguer costituisce una straordinaria personalità della cultura italiana dell’ultimo secolo, riferimento indispensabile nel dibattito nazionale e internazionale nelle politiche sulla salute, in particolare per il decisivo contributo alla realizzazione delle tre leggi sanitarie del 1978. Se ancora non sapete chi è, forse è il caso di documentarsi; se già lo sentiste nominare, riflettiamoci ancora sopra.

Il giovane archivista Sebastian Mattei, dottorando in Scienze del libro e del documento alla Sapienza di Roma e l’esperto docente Fabrizio Rufo (1966), professore associato nel Dipartimento di Biologia Ambientale sempre della Sapienza, ripercorrono la biografia di Giovanni Berlinguer, offrendo una sintesi del suo percorso militante e scientifico, dell’iniziale contesto sardo, poi romano, accademico e politico, e facendo ampio positivo ricorso agli scritti, alle interviste, ai discorsi pubblici e alla documentazione visionata grazie all’archivio privato (ora conservato presso la Fondazione Gramsci). È sulla base di ottimi preliminari testi come questo che possono svilupparsi ulteriore ricerche e approfondimenti, confronti e dibattiti fecondi su molti temi scientifici e culturali di grande attualità, come gli autori stessi riconoscono. Viene giustamente sottolineato il ruolo svolto nell’indimenticabile irripetuta stagione riformatrice degli anni Settanta, innanzitutto per le tre leggi innovative e ancora in vigore (pur non sempre e ovunque bene attuate): l’istituzione del Servizio sanitario nazionale, la riforma del sistema psichiatrico (“Basaglia”), le norme sull’interruzione di gravidanza. Se questo costituisce forse “il punto più alto” di azione per una personalità capace di operare magnificamente “lungo la sottile linea di demarcazione tra politica attiva e professione medica”, maturando un apprezzamento diffuso ben oltre i suoi stessi compagni e compagne di partito e di università, Giovanni Berlinguer ha cosparso la propria esistenza sociale di mitezza e acume, stimolando studi e spunti in innumerevoli campi delle esperienze biologiche e umane sul nostro pianeta (per esempio sull’isomorfia e sul principio isomorfico). La narrazione è cronologica, distinta in 18 capitoli e cinque parti: La famiglia, gli studi e la formazione politica; Nel partito di Togliatti e di Longo (1956-1972); Nel vivo dell’attività parlamentare (1972-1983); Nuove sfide (1983-2009); Conclusioni (morì il 6 aprile 2015, dieci anni fa). Segue un indice dei nomi, verificabile.

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