
Una nuova ricerca di NoPlagio.it, condotta da TGM Research, ha analizzato l’uso dell’intelligenza artificiale generativa tra studenti italiani dai 16 ai 18 anni. Il sondaggio ha coinvolto 1007 studenti, con distribuzione casuale per area geografica, genere e tipo di scuola.
Il 97% del campione dichiara di utilizzarla, con un aumento dell’11% rispetto al 2024. L’impiego settimanale è salito dal 33% al 51%, mentre l’uso quotidiano è più che raddoppiato (dal 8% al 19%).
L’IA viene impiegata soprattutto per ricerche (76%) e apprendimento (42%, +9%).
Il 75% degli studenti la usa anche per svolgere temi e progetti (+10%). Tuttavia, cresce anche la consapevolezza critica: il 58% invita alla prudenza sull’affidabilità dei contenuti, in aumento del 4% rispetto all’anno precedente.
Il 60% esprime timori per un uso eccessivo dell’IA, seppur in lieve calo. Il 23% non crede ci siano rischi di contenuti distorti o discriminatori (+4%). Diminuisce la fiducia cieca: solo il 22% ritiene l’IA affidabile, mentre il 15% sostiene che non bisogna mai fidarsi.
Il 59% degli studenti usa strumenti come ChatGPT per fare i compiti, dato stabile rispetto al 2024. Cresce inoltre la percezione che l’IA influenzerà la società: il 3% in più pensa che i suoi algoritmi possano condizionare l’opinione pubblica.
