Per una nuova globalizzazione democratica: la sfida della sinistra contro l’ascesa dell’estrema destra

La sinistra globale è in crisi, mentre i partiti dell’estrema destra guadagnano consenso. Secondo C.J. Polychroniou, ciò è in gran parte dovuto alla mancata risposta adeguata della sinistra alla globalizzazione neoliberista, iniziata negli anni ’80.
Questa forma di globalizzazione ha favorito le élite e danneggiato sia il Sud Globale che le classi lavoratrici del Nord Globale, portando a disuguaglianze crescenti, stagnazione salariale e smantellamento dello stato sociale.
A differenza della globalizzazione del XIX secolo, l’ondata attuale ha liberalizzato i capitali ma limitato la mobilità del lavoro, mantenendo strutture di sfruttamento simili a quelle coloniali. Nei decenni passati, un vasto movimento anti-globalizzazione guidato dalla sinistra aveva suscitato speranze di cambiamento, con proteste globali e successi elettorali in America Latina ed Europa.
Tuttavia, i partiti di sinistra, una volta al potere, hanno spesso abbandonato le loro posizioni radicali e non hanno contrastato efficacemente la globalizzazione neoliberista.
Questo fallimento ha aperto la strada all’estrema destra, che ha strumentalizzato il malcontento popolare con retorica nazionalista e anti-immigrazione, pur sostenendo di fatto l’ordine economico esistente. La loro critica alla globalizzazione è perversa, basata su paure culturali e razziste, non su analisi economiche sistemiche.
Per invertire la tendenza, la sinistra deve proporre una nuova visione della globalizzazione, democratica e giusta, che superi il capitalismo e promuova la proprietà collettiva, la giustizia ambientale e la centralità del lavoro. Solo un programma politico coerente e anticapitalista potrà offrire un’alternativa credibile e prevenire il dominio politico dell’estrema destra.
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