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Recensione Il caso Poppy Clarke

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Il caso Poppy Clarke 
Simon Mason
Traduzione di Luisa Nera
Noir
Sellerio Palermo
2025 (orig. 2023)
Pag. 400 euro 16

Oxford. Luglio 2017. Verso le quattro e mezzo del pomeriggio una bimba di quattro anni scompare nel vialetto della scuola materna privata, mentre sta aspettando la mamma; di primo acchito nessuno s’accorge di nulla. Dieci ore dopo, l’arruffata guardia giurata notturna 27enne Ryan Earl Wilkins, bianco e smilzo, naso e pomo d’Adamo sproporzionati, cicatrice lungo la guancia sinistra e sopracciglia spettinate, nato e cresciuto in una roulotte di periferia, fine cervello spesso assente e vagante, apparentemente goffo pur sapendo di kickboxing, sciatto rabbioso irriverente (e innamorato genitore del biondo Ryan junior, due anni), lavorando in un ufficetto angusto di una ditta di noleggio furgoni, vede parlare in tv dell’angosciante scomparsa, accanto al nuovo Sovrintendente Dave Wallace, il suo impeccabile ex collega ispettore investigativo 30enne Raymond Wilkins, bello alto nero, padre originario della Nigeria, laureato a Balliol College, campione universitario di boxe, moglie Diane finalmente incinta di due gemelli. Sente un rumore nel magazzino, scopre che sta criminaleggiando il vecchio giovane amico Michael Mick Dick, anche lui padre di una bambina di quattro anni, sembra terrorizzato, lo lascia andare. Pochi mesi prima Ryan era stato congedato con disonore per gravi problemi disciplinari; Wallace intuisce che avrebbe molte capacità; lo manda a chiamare per segnalargli che ci sarebbe un complicato percorso per il reintegro, possibile; dovrà avere buone referenze e rigare davvero dritto, frequentando sedute di gestione della rabbia. Il capo si fa poi aggiornare dall’altro Wilkins sul caso di Poppy: la madre e il padre sono molto disperati, ebbero una separazione acrimoniosa, hanno continuano a odiarsi pur essendo entrambi innamorati della figlia. Accade che Mick viene ucciso di notte da un’auto, che alla fine si trova il cadavere della bimba nel bosco e che i pedofili impazzano.

L’esperto scrittore Simon Mason (Sheffield, 1962), dopo molti romanzi (anche per ragazzi) e autorevoli direzioni editoriali, ha recentemente avviato un’ottima intensa serie noir (crime, gialla), di notevole efficacia e successo; questa è la seconda avventura uscita nel 2023 (la prima nel 2022, pubblicata anche in Italia a fine 2024); oltre ad altri romanzi siamo già (a inizio 2025) arrivati alla quarta, tutte in corso di traduzione. Qui il contesto è estivo, la narrazione è in terza varia al passato, soprattutto sui due omonimi; volutamente ritmo ed esperienze risultano non lineari, in qualcuno dei 44 capitoli appaiono talora brevemente personaggi non subito identificabili. Perlopiù seguiamo i due protagonisti, con interesse e divertimento, quasi sempre separatamente, poi nell’inevitabile intreccio, durante il quale compaiono in vario modo (non solo grazie a loro) tanti piccoli figli o figlie e significativi genitori, uomini spesso. Risulta così più evidente il pezzo forte del romanzo: un’avventura in parallelo di un’inaspettata adulta “coppia di fatto”, composta da due personalità maschili spiccate e stimolanti, maturate con un notevole divario sociale, costrette casualmente sempre più a condividere anche questa indagine seguendo urgenze diverse, con il disadattato che finisce per aiutare il primo della classe in grave difficoltà, investigativa e familiare. Il titolo inglese fa riferimento al traumatico rapimento del pomeriggio, quello italiano al nome della bambina vittima. Le analisi dei pubblici esperti e i turbati interrogatori (ai pedofili individuati) rendono purtroppo conto degli impulsi sessuali maledetti e violenti che alcuni hanno e praticano, un po’ ovunque e da tanto là per il mondo. Alcolici fra i più vari; il liquore di fichi è premessa e spunto di flirt, si direbbe. 

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