
Nel gioco, Il presuntuoso, che tira la boccia, facendo passare il braccio sotto gamba, rischia di sbagliare per la sua superficialità. Ci sono notizie che passano sotto al naso senza la giusta considerazione.
Un paio di giorni fa dalle parti di Ferrara, al lido degli Estensi, Aymane Ed Dafali un ragazzo marocchino di sedici anni è morto annegato dopo aver salvato un uomo ed una donna che erano in difficoltà mentre facevano un bagno a mare.
Aymane ha esteso le sue braccia e le mani mentre la coppia si sbracciava per chiedere aiuto a causa di una corrente che li stava trascinando via. Così, anche con il concorso di un bagnino successivamente sopraggiunto sul posto, i due l’hanno fatta franca. Il ragazzo invece ci ha lasciato la pelle.
Risulta che l’uomo e la donna, speriamo inconsapevoli della morte del giovane, siano poi andati via appena raggiunta la riva. Scomparsi, come è scomparsa la vita di un ragazzo in mezzo alle onde indifferenti a chiunque gli capiti a tiro.
Non pare che in ogni caso si siano fermati per ringraziare il bagnino che si era poi precipitato per soccorrere anche Aymane. Sono andata via e arrivederci.
La storia soffre di monotonia, si ripete e più spesso ci va di mezzo la gente dell’Africa ed in particolare del Marocco e dei suoi coraggiosi.
In quel di Castel Volturno, appena tre anni fa Said, anche lui della stessa “terra di Dio” e di Aymane, salvò due bambini dall’annegamento a mare e poi se ne andò al Creatore.
Appena al sicuro, la mamma dei due bimbi scappò via senza curarsi dell’uomo che aveva perso la vita per strapparli all’appetito del mare.
Said, gestore del lido, non era tipo da farsi prendere per il naso. Aveva una reputazione da difendere, guadagnata con più sudore delle onde per il loro moto incessante.
In fretta la Madonna corse dalla cugina Elisabetta per assisterle nella gravidanza, in fretta forse si fanno le buone azioni senza pensarci su troppo.
In fretta Said riportò i cuccioli in salvo, malgrado fosse da principio più esperto di deserto che di correnti marine. L’acqua gli presentò il conto, rubandogli l’intimità, entrandogli nei polmoni e nel cuore, conquistandolo.
Anche Said è morto, il suo sangue scombussolato da una corrente scorsa contro battito. In fretta la mamma dei cuccioli lontano dalla scena. A Said non è accaduto nulla, come condannato di nuovo al deserto d’origine, nudo di un minimo di riconoscenza.
Per lui e per Aymane “Grazie” è il miracolo che Dio non ha fatto. Ci sono storie che passano sottogamba e che dovrebbero starci bene a fuoco negli occhi del cuore.
