
Cia-Agricoltori Italiani lancia un forte allarme contro l’ipotesi di un Fondo Unico Europeo che taglierebbe risorse e aggregherebbe tutti i settori. Colpire la PAC non è la soluzione, anzi, mette a rischio lo spirito comunitario dell’Europa, nato nei campi e ora bisognoso di coesione e coraggio per difendere gli agricoltori e garantire la sicurezza alimentare globale.
Il presidente nazionale CIA, Cristiano Fini, ha lanciato questo appello a tutto il mondo agricolo. La Confederazione è in mobilitazione costante: dalla campagna contro le rendite fondiarie alle sollecitazioni alla Premier Meloni, dall’adesione alla petizione Copa-Cogeca al lavoro tra i Paesi del Mediterraneo. Questo perché la PAC è un pilastro fondamentale per il reddito degli agricoltori e l’unico strumento capace di incentivare lo sviluppo rurale e la tutela dell’ambiente.
Un Fondo Unico, infatti, toglierebbe autonomia alla PAC, ridurrebbe le risorse e cancellerebbe le specificità agricole. Creerebbe inoltre disparità tra gli Stati membri, mettendo in competizione agricoltura, salute, energia e ricerca, compromettendo il mercato unico e l’intera Europa. Resta aperto anche il nodo di un budget non adeguato alle sfide globali, all’inflazione e alle garanzie di cibo sano e sicuro.
Il tema riguarda tutti: l’agricoltura contrasta la crisi climatica e il dissesto, e gli agricoltori sono custodi del territorio e della biodiversità, argine contro l’abbandono delle aree interne. Fini ha sottolineato che stiamo affrontando tutto ciò in un contesto complesso di conflitti e tensioni geopolitiche. Bruxelles dovrebbe ricordare che l’Europa è stata fondata sulla pace, e non sulla guerra che alimenta la fame, e per questo è fondamentale anteporre il cibo alle armi.
