
Le Nazioni Unite si trovano ad affrontare la loro più grave crisi finanziaria dell’ultimo decennio, una situazione aggravata dal drastico taglio dei fondi statunitensi destinati ai programmi di assistenza internazionale. Per rispondere a questa emergenza, Siviglia, in Spagna, ospita la più grande conferenza di finanziamento degli ultimi anni.
La Quarta Conferenza Internazionale sul Finanziamento dello Sviluppo (FfD4), iniziata lunedì 30 giugno, si concluderà giovedì 3 luglio 2025 e ha l’obiettivo ambizioso di raccogliere almeno 4.000 miliardi di dollari. Tale cifra è considerata indispensabile per dare nuovo slancio agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) entro il 2030.
Oltre 50 leader mondiali hanno risposto all’appello, tra cui figure di spicco come il Presidente francese Emmanuel Macron, il Presidente keniota William Ruto e la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, affiancati dal Segretario Generale dell’ONU Antonio Guterres.
Tuttavia, l’assenza degli Stati Uniti è palese. Sotto la precedente amministrazione di Donald Trump, l’agenzia USAID è stata smantellata e Washington non partecipa ai colloqui. L’ex Segretario di Stato Marco Rubio aveva aspramente criticato il “complesso industriale degli aiuti esteri”, proponendo un approccio più diretto e regionalizzato.
Antonio Guterres ha pertanto lanciato un allarme drammatico a Siviglia, denunciando una vera e propria “decimazione dei budget per gli aiuti esteri”. Secondo Guterres l’impatto di questa crisi va ben oltre l’aspetto economico, manifestandosi in una sofferenza umana tangibile: “Famiglie che patiscono la fame, bambini privati di vaccini vitali, studenti costretti ad abbandonare la scuola”.
Per contrastare questa spirale discendente, Guterres ha ribadito la necessità improrogabile di almeno 4 trilioni di dollari ogni anno. La conferenza, che vede la partecipazione di 4.000 rappresentanti tra aziende, società civile e istituzioni finanziarie, cerca di ridisegnare un sistema di finanziamento multilaterale messo a dura prova dalle crescenti tensioni geopolitiche e dal montante isolazionismo globale.
