Diritto

Nordio, l’opposizione e le cose che non ti ho detto

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In questo Paese l’Opposizione sbraita appena ne ha occasione, emette urla a tutto spiano soprattutto davanti ad una telecamera con stereotipati ritornelli ossessivi, tutto secondo un modulo prestampato difficilmente digeribile. Molti ululati e scarse proposte. Se non ci fosse un avversario ci sarebbe il serio rischio che non saprebbero che dire e finalmente si avrebbe un po’ di silenzio.

Ci sono poi motivi di opportunità o di real politk che dovrebbe cogliere per una ragione superiore e che invece vengono eluse perché c’è più da guadagnare facendo come gli strilloni da strada dei giornali di una volta.

Questa volta ad essere sotto processo è Nordio, proprio lui che di processi da giudici ne ha celebrati tanti. C’è dunque un procedere contro di lui. E’ accusato di aver mentito al Parlamento per la vicenda del famigerato Almasri, capo della polizia giudiziaria e responsabile dei centri di detenzione in Libia, prima arrestato e poi rilasciato nella nostra patria, libero di tornarsene al suo paesello dove ora peraltro gli vogliono probabilmente fare la festa.

Bisognerebbe rassegnarsi al fatto che ci sono vicende dove la verità non è pretendibile e passa comunque in secondo piano rispetto a convenienze o interessi di Stato. Non sarebbe la prima né l’ultima volta che questo accade in Italia come altrove e la cosa andrebbe piuttosto sottaciuta che messa in piazza, un tacito accordo per un superiore interesse comune sopra le parti e le faide di basso cabotaggio.

Invece l’opposizione si batte per la chiarezza dei fatti mettendoci di mezzo l’auspicio di un interesse su cui speculare. Se il Governo è inciampato c’è da lucrarci sopra.

Auspica un vultu confessus, che Nordio mostri il suo vero volto. Quod se id nescire confessus est, poiché ha ammesso di non sapere della faccenda va punito. La limpidezza innanzi tutto.

Forse anche quelli della Sinistra sognano tutti di convertirsi al Cristianesimo riconoscendosi in una delle sue preghiere più intense che recita con un “Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni….”. Questo è quello che Nordio dovrebbe saper dire e di cui è colpevole.

Il segreto di Stato è materia da maneggiare con cura, si tratta di separare i fatti con cura, dire ciò che si può, tacere quanto conviene, secernere ogni dettaglio per come di deve. Occorre tener conto che ha volte si tratta con altri poteri e non si può disporre da soli così come piacerebbe.

E’ proprio la convenienza il punto debole della questione, l’incapacità di concordare sottobanco insieme una verità di comodo da accettare anche con il naso otturato o fingendo di protestare giusto per marcare il cartellino.

I numeri dicono il contrario ma l’impressione è che gli sbarchi di immigrati sembrano essere diminuiti e la Libia par che ci stia mettendo una mano o ci stia ricattando, il risultato non cambia. E’ possibile che Nordio non abbia detto menzogna alcuna o che invece abbia proferito il falso per evitare al paese di ingolfarsi di clandestini in arrivo a frotte.

Nel tempo estivo occorre essere bravi e avere l’abilità di adattarsi alla aridità corrente, saper essere secchi e non aver alcun ingombro di umidità da richiamare lacrime per un tradimento alla giustizia.

Pare che il nome Libia derivi dalla parola di origine berbere “Libu”. A noi basterebbe essere sufficientemente barbari per accettare la faccenda per come si presenta senza drammi e senza gioie. CI sta pensando la Libia a fare forse un ripulisti per loro affari interni che ci riguardano solo di striscio.

Nordio sembra andare dritto per la sua strada, non guarda al Sud dello stivale, semmai al suo Nord che, secondo la antica mitologia norrena, è uno dei quattro nani a sostegno della volta celeste nei punti cardinali. La politica dovrebbe saper a volte crescere di altezza.

Altri riconducono il Nord ad uno spazio a “sinistra” rispetto alla stella polare ed è proprio quella posizione a spiazzare il gioco politico riducendolo a inadeguatezza.

Si legge che quest’anno, nella tornata degli esami di maturità, alcuni studenti, certi di avere già un punteggio valido per la promozione, si siano presentati a sostenere la prova orale facendo scena muta. Il Ministro Nordio davanti al Parlamento ha fatto qualcosina di più raccontando forse il minimo possibile ma anche il massimo dicibile.

Prima o poi il vento caldo e umido di libeccio spegnerà le sue onde minacciose e a settembre si parlerà di altro e non più di un “nordio scorsoio” su cui speculare.

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