
La Corte Internazionale di Giustizia (CIJ) ha emesso un parere consultivo storico, stabilendo che gli Stati che violano gli obblighi climatici commettono un atto “illecito”. Questa decisione apre la strada a risarcimenti per i paesi più colpiti dai cambiamenti climatici. La Francia ha definito la sentenza una “vittoria per il clima”, sottolineando la sua importanza nel definire un quadro giuridico globale.
Interrogata dall’ONU, su iniziativa di Vanuatu, la CIJ ha risposto in modo unanime: la violazione degli obblighi climatici impegna la responsabilità dello Stato. Ciò può comportare “riparazioni” – restituzione, compensazione o soddisfazione – se si dimostra un nesso causale diretto tra l’atto illecito e il danno. Il presidente della CIJ ha evidenziato come i cambiamenti climatici compromettano diritti umani fondamentali come la salute e un adeguato tenore di vita.
La Corte ha categoricamente respinto l’idea che gli attuali trattati climatici siano sufficienti, affermando che gli Stati hanno “obblighi stringenti di proteggere il sistema climatico” per le generazioni presenti e future. Sebbene il parere sia consultivo e non direttamente vincolante, rappresenta una “pietra miliare” riconosciuta a livello mondiale, fornendo un nuovo potente strumento per la giustizia climatica. Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU, ha salutato questa decisione come una “vittoria per il nostro pianeta”, esortando il mondo ad agire.
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