In breve

Recensione I vedovi

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I vedovi 
Pierre Boileau e Thomas Narcejac 
Traduzione di Giuseppe Girimonti Greco ed Ezio Sinigaglia
Polar Noir
Adelphi Milano
2025, (orig. 1970, prima ed. Giallo Mondadori Milano, 1998; seconda Sellerio, 2006; con la stessa diversa traduzione)
Pag. 172 euro 18

Parigi. Anni Sessanta. Serge è sposato con Mathilde; gode di una gran gelosia, furibonda, autoalimentata, incontrollabile; lo porterà all’omicidio. Il protagonista racconta in prima al passato. Ulteriore splendido romanzo “diabolico” per Pierre Boileau (1906-1989) e Pierre Ayraud, detto Thomas Narcejac (1908-1998), che, prima di lavorare assieme, avevano scritto ciascuno numerosi romanzi e racconti, più volte premiati, e si erano impegnati in acute riflessioni critiche sul genere poliziesco. Il loro “scopo” era montare e smontare il meccanismo che incastra realtà e incubo, mescolarli e confonderli.  “I vedovi” non arriva per la prima volta in Italia, eppure l’encomiabile scelta Adelphi di ripubblicazione resta feconda. Il noir è un “genere” con dinamiche nazionali, quando sia nato in Francia è difficile stabilire una volta per tutte (in Italia comunque dopo), questi due straordinari scrittori c’entrano molto. Da leggere e rileggere, con angosciosa suspense e criminale divertimento.

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