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L’Intervista che illumina: Andrea Beretta e Roberto Savio a Novello per Gaza

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Un Dialogo Cruciale al Festival “Insieme per Gaza”


Novello (CN) ha ospitato lo scorso luglio un evento di grande risonanza, il festival “Insieme per Gaza”, dedicato alla raccolta fondi a sostegno delle attività di Medici Senza Frontiere. In questo contesto di solidarietà e impegno umanitario, si è tenuto un dialogo particolarmente significativo tra Andrea Beretta, guida naturalistica e fondatore dell’innovativo progetto “Autostrada delle Api”, noto per il suo attivo coinvolgimento in iniziative sociali e umanitarie, e Roberto Savio, figura di spicco del giornalismo internazionale, fondatore dell’agenzia Inter Press Service (IPS) e riconosciuto attivista per la giustizia sociale, la sostenibilità e la governance globale.

L’intervista ha offerto spunti di riflessione profondi sulla crisi a Gaza e sul ruolo della
comunità internazionale.


Andrea Beretta: dalla natura all’impegno umanitario


Andrea Beretta, conosciuto principalmente come guida naturalistica e ideatore del progetto “Autostrada delle Api”, incarna un esempio di come l’amore per l’ambiente possa tradursi in un profondo impegno sociale. La sua attività non si limita alla tutela della biodiversità e alla promozione di pratiche sostenibili, ma si estende attivamente al supporto di cause umanitarie. La sua presenza al festival “Insieme per Gaza” sottolinea la sua visione olistica del benessere, che include sia la salute del pianeta che quella delle sue popolazioni, specialmente in contesti di crisi. Le sue domande all’ex direttore generale dell’ONU (o figura di alto profilo legata all’ONU) avranno sicuramente riflettuto questa sensibilità, ponendo l’accento sulle interconnessioni tra ambiente, pace e diritti umani.


Roberto Savio: una voce per la governance globale e la giustizia sociale


Roberto Savio è una figura di calibro internazionale, un giornalista di profonda esperienza e un instancabile attivista. Fondatore dell’agenzia di stampa Inter Press Service (IPS), ha dedicato la sua carriera a dare voce a quelle realtà spesso trascurate dai media mainstream, con un focus particolare sui paesi in via di sviluppo e sulle questioni globali. Sebbene non abbia ricoperto il ruolo di “direttore generale dell’ONU a Ginevra” nel senso stretto del termine, le sue numerose collaborazioni e il suo impegno costante con le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali lo rendono una figura autorevole e profondamente inserita nel dibattito sulla pace, la sostenibilità e la governance globale. La sua presenza all’evento di Novello ha offerto una prospettiva unica sulle dinamiche internazionali e sulle sfide umanitarie, in particolare quella di Gaza.


Le domande di Beretta, le risposte di Savio: un confronto sulla crisi di Gaza


L’intervista tra Andrea Beretta e Roberto Savio ha rappresentato un momento chiave del festival “Insieme per Gaza”. Le domande poste da Beretta, intrise della sua sensibilità per le questioni ambientali e umanitarie, hanno toccato temi cruciali legati alla crisi in corso. In particolare, Beretta ha rivolto a Savio le seguenti domande:

Come siamo arrivati a questa situazione di caos internazionale?
Roberto Savio ha risposto che la crisi attuale affonda le sue radici nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del , che stabilì un Nuovo Ordine Internazionale basato su Cooperazione, Giustizia Sociale e riduzione delle differenze con il Sud del Pianeta. Questo sistema funzionò fino al , quando Ronald Reagan, supportato da Margaret Thatcher, si oppose alle risoluzioni del Consiglio di Cancun, affermando di non credere nella Democrazia Internazionale e nel principio di “un Paese un Voto”. Da quel momento, la situazione è profondamente cambiata: l’ONU è entrata in crisi, e i Paesi Industrializzati hanno iniziato a creare altri centri decisionali (G , G , G , Davos, Bildeberg), portando alla globalizzazione intesa come centralità del mercato, non dell’uomo. Savio ha sottolineato che la globalizzazione si regge su due motori: la finanza, mai sotto il controllo dell’ONU, e il commercio, che è stato tolto dalle competenze delle Nazioni Unite con la creazione del WTO. Le Nazioni Unite sono state così svuotate di ogni possibile decisione politica internazionale, diventando una “Grande Croce Rossa internazionale”. Savio ha concluso che oggi, con figure come Donald Trump che perseguono gli interessi degli USA utilizzando il mondo a proprio vantaggio, siamo in una fase di transizione e caos mondiale, le cui radici sono dovute al mancato rispetto degli impegni presi dai Paesi Industrializzati.


Cosa pensa riservi il futuro ai palestinesi?
Roberto Savio ha risposto che il problema di Israele è profondamente cambiato. Ha ricordato che quando l’ex premier israeliano Rabin parlava di pace, venne assassinato da un ultranazionalista. In seguito, durante una campagna elettorale in cui Netanyahu non era affatto sicuro di vincere, Hamas organizzò attentati che causarono vittime, spostando così tutto l’elettorato a destra e consentendo la vittoria a Netanyahu. Savio ha spiegato il concetto di “simmetria degli estremismi”: un estremismo, per legittimarsi, ha bisogno di un altro estremismo, quindi sia Netanyahu che Hamas erano in un certo senso legati e legittimati tra loro nel portare avanti i reciproci programmi. Nel corso degli anni, è diventato evidente che si sta distruggendo ogni struttura del territorio palestinese e la popolazione è allo stremo, poiché non si tratta di una guerra di religione ma di territorio. Pertanto, il futuro del popolo palestinese resta incerto, a meno che la comunità internazionale non assuma concretamente una posizione. Nonostante la grande onda emotiva e sociale, le autorità politiche non stanno facendo nulla di concreto, poiché ogni volta che si arriva vicini a una risoluzione, qualche membro dell’Unione Europea pone dei vetri, ritornando al punto di partenza. Savio ha infine sottolineato che, ai tempi in cui Rabin era Premier di Israele, il 27% della popolazione israeliana era concorde nella costituzione di uno Stato palestinese, mentre oggi lo è l’83 %.


Qual è la capacità dell’Unione Europea di incidere sull’attuale situazione mondiale?
Roberto Savio ha risposto che l’Europa a livello internazionale politicamente “conta meno di zero”. Questo perché l’Unione Europea sta attraversando una profonda crisi esistenziale, essendo un’unione prevalentemente economica e non fondata su identità culturali e sociali. Ha evidenziato come, soprattutto negli ultimi mesi, ci sia molta frammentazione politica con diverse linee di opinione da parte dei Premier dei vari paesi europei. Al termine delle risposte, Andrea Beretta ha lanciato un appello a respingere l’aumento delle spese militari e ha sottolineato che la Pace si costruisce insegnando a leggere e scrivere, costruendo scuole e ospedali, garantendo acqua pulita e un lavoro dignitoso. Ha evidenziato la tragedia di coloro che muoiono tentando di attraversare il Sahara e il Mediterraneo, affermando che di tutto questo siamo responsabili in quanto abbiamo saccheggiato le loro risorse e inviamo loro solo briciole e rifiuti.

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