
Al termine di un convegno a Benevento, i vescovi italiani hanno firmato una lettera, “Uno sguardo diverso”, rivolta a governo e Parlamento per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri e delle aree interne del Paese.
L’appello invita a non rassegnarsi a questo processo, definito nel Piano Strategico Nazionale come “irreversibile”, ma a valorizzare il grande potenziale di questi territori attraverso politiche durature e coraggiose.
La lettera critica duramente la visione che accetta lo spopolamento, definendola “un invito a mettersi al servizio di un suicidio assistito” delle comunità. Al contrario, i presuli chiedono un cambio di narrazione e un impegno concreto per rilanciare l’identità locale e invertire la tendenza all’abbandono.
Vengono proposte soluzioni concrete per favorire un “controesodo”, come incentivi economici e fiscali, la promozione di smart working e co-working, l’innovazione agricola, il turismo sostenibile e la valorizzazione del patrimonio culturale. Si sottolinea l’importanza di recuperare i borghi abbandonati, estendere la banda larga e migliorare i servizi essenziali come la sanità.
Il documento evidenzia il ruolo fondamentale della Chiesa, che con parrocchie e associazioni come la Caritas rappresenta uno dei pochi “presidi sociali” rimasti sul territorio, offrendo coesione e speranza. Infine, i vescovi si dichiarano disponibili a un dialogo costruttivo con le istituzioni per un impegno congiunto a favore di queste comunità fragili e abbandonate.
(Fonte: Vatican-news)
