Quando la provincia fa cultura. Pomezia e il Festival letterario femminile “Le Parole di Lavinia”

A Pomezia non c’è per i malpensanti solo l’occasione del pomo della tentazione che indurrebbe a cadere nuovamente nel peccato. Al contrario si promuovono originali iniziative che sollecitano il viandante a fermarsi da quelle parti per gustare il succo dolce della fresca cultura che offre il giorno. Siamo alla VI edizione del Festival e Premio letterario tutto al femminile, sotto l’egida del Centro Studi Femininum Ingenium.
Si imbastisce un evento che ogni anno lancia il suo guanto di sfida confermandosi tra le proposte più audaci non solo dell’area pontina. Non si tratta soltanto di uno spot di qualche ora per indagare meglio sull’universo femminile ma di una kermesse di densi tre giorni, dal 19 al 21 settembre, che meritano il massimo della partecipazione.
La presentazione dell’evento è già stimolante ed ha a titolo “Le parole di Lavinia”, il personaggio che nell’Eneide, sposa di Enea, è descritta da altri ma non dice parole e che pure, nella sua riservatezza, dà inizio alla genealogia romana. E’ la forza delle donne che non hanno bisogno di scalmanarsi per lasciare un segno nella storia. Nella manifestazione c’è un cartellone di incontri che “parlano da soli” per dire della loro consistenza con un ventaglio di sfaccettature e di approcci assolutamente stimolanti.
Anche questa volta Roberta Fidanzia, la Presidente del Centro Studi, ha fatto centro. Al pari dei capelli di Lavinia, che in un sacrificio presero fuoco incendiando il tempio degli dei, il Festival è possibile che riscalderà l’interesse dei partecipanti che torneranno a casa con lo stupito convincimento che, nell’ occasione, la Provincia ha superato per capacità la Capitale dimostrando la sua singolare energia culturale. Non a caso è intervenuto l’adesione di significativi soggetti istituzionali con il patrocinio della Regione Lazio, della Città Metropolitana di Roma Capitale, il sostegno del costituendo Biodistretto Pontino avvalendosi anche del contributo dello stesso Comune di Pomezia che ne ha ben intuito la valorizzazione del suo territorio.
E’ una sfida anche agli altri Comuni limitrofi ad essere parimenti sensibili a temi che non possono conoscere trascuratezza.
Come negli anni precedenti, è ancora un’opportunità formativa da non mancare e che si accorda perfettamente alla volontà di conoscenza del mondo femminile in una visione aggiornata non legata ai soliti stucchevoli stereotipi che lasciano il tempo che trovano. E’ proprio questo spirito di aggiornamento costante e questa abilità di leggere il nuovo che avanza nelle “donne” che danno a questo Festival un timbro di particolare originalità. Ne è conferma il fatto che si è arrivati ad un consistente numero di edizioni che fondano sull’apprezzamento che ogni volta è stato a supporto di un’altra impresa da inventare per l’anno seguente. Ciliegina sulla torta, la partecipazione, in qualità di ospite d’onore, dell’attrice Claudia Koll.
C’è da immaginare che la stessa Lavinia ne sia compiaciuta, orgogliosa di dare i natali a ciò che così bene si sta facendo e che veglierà come sempre per un rinnovato successo della manifestazione.
