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The turn of the screw, “Il giro di vite” al Teatro dell’Opera di Roma

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È in scena al Teatro dell’Opera di Roma, fino a domenica 28 settembre, The turn of the screw (Il giro di vite)

di Beatrice Laurenzi

Il giro di vite è un’opera lirica in un prologo e due atti di sedici scene (op. 54) composta nel 1954 da Benjamin Britten, su libretto della scrittrice Myfanwy Piper, tratto dall’omonimo racconto (1898) di Henry James. La prima rappresentazione si tenne al Teatro La Fenice di Venezia il 14 settembre 1954 con Britten alla direzione dell’English Opera Group. 

Seguendo pressoché totalmente lo svolgimento del racconto di James (l’unica scena creata ex novo nel libretto è la prima del secondo atto), l’opera si suddivide in un prologo e due atti simmetrici, ciascuno composto da otto brevi scene collegate da quindici interludi orchestrali. La scrittura orchestrale è di grande raffinatezza: con un minimo impiego di mezzi (un’orchestra da camera di soli 13 elementi che suonano 18 strumenti) il compositore riesce a costruire un’atmosfera notevolmente ricercata e di straordinario fascino. I protagonisti sono un’istitutrice, i bambini che le vengono affidati, Flora e Miles, la governante, Mrs. Grose, e i fantasmi di due domestici ormai deceduti, Miss Jessel e Peter Quint. A differenza del racconto, in cui i due fantasmi non parlano mai e si limitano ad apparire e poi svanire, affascinando Flora e Miles soltanto con la presenza e lo sguardo, nell’opera di Britten essi conversano fra di loro (come nella prima scena del secondo atto, inesistente nel racconto originale) e con i fanciulli. In tal modo, la fascinazione esercitata dai fantasmi sui due bambini – il cui contenuto tuttavia rimane oscuro tanto nell’opera letteraria come in quella lirica – risulta straordinariamente potenziata, creando un terribile e infine fatale trait d’union tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Come afferma Peter Quint, con un versetto tratto da Il secondo avvento di William Butler Yeats, «The ceremony of innocence is drowned» (“La cerimonia dell’innocenza è annegata”).

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